Cosa succederà al centrodestra dopo il fallimento della Casellati?

Luna Luciano

29/01/2022

29/01/2022 - 10:34

condividi

Sconfitta clamorosa per il centrodestra, la Casellati ottiene solo 382 voti allo scrutinio. Sono 70 i voti che mancano dalla coalizione destra. Cosa succederà adesso al centrodestra?

Cosa succederà al centrodestra dopo il fallimento della Casellati?

Deve essere stata inaspettata per Salvini e Meloni la débâcle del centrodestra. Settanta i voti che hanno bloccato sul nascere la corsa di Elisabetta Casellati per il Quirinale. Settanta voti che in molti ipotizzano che provengano dalle file del centrodestra, dall’ala più governativa o da Fratelli d’Italia.

Ciò che è sicuro per adesso è che queste votazioni hanno sancito probabilmente l’inizio della fine della coalizione del centrodestra così come la conosciamo oggi. A questo punto nessun esito può essere escluso, ma sicuro a pagare lo scotto di questa sconfitta sarà il leader della lega Matteo Salvini. Ecco cosa è successo e cosa potrà accadere al centrodestra.

Il flop della Casellati: chi ha tradito il centrodestra?

Se giovedì 27 gennaio la Casellati ha potuto sperare di essere uno dei nomi per la corsa al Colle, proprio quest’oggi il suo nome è stato affossato dallo stesso centrodestra che l’aveva proposta. Sono in molti a domandarsi chi tra i grandi elettori abbia scelto di bloccare la corsa della Presidente del Senato, inchiodandola a 382 voti, tradendo la linea della coalizione. Non è facile trovare una risposta univoca, ma alcune congetture credibili possono essere presentate.

  • Ala governativa e centristi. Dietro i 70 voti mancati molto probabilmente si celano riflessioni sulla stabilità del Governo. Infatti se la Casellati fosse stata eletta avrebbe comportato la rottura della maggioranza e una probabile crisi di Governo. È probabile quindi che dietro quei voti si nasconda l’ala governativa di Forza Italia, l’area moderata della Lega, i centristi. A questi potrebbe essersi aggiunto chi, del Gruppo Misto, teme le elezioni anticipate.
  • Forza Italia. È indubbio invece che alcuni voti mancati alla Casellati provengano da FI e a dimostrarlo sono alcuni voti di marcatura politica precisa: 8 schede a Berlusconi e 7 a Tajani. Questa votazione potrebbe essere interpretata come ultimo “sfregio” alla Casellati, che non ha mai goduto delle simpatie nel partito.

Infine c’è chi ipotizza una tattica che puntava a perdere per poter arrivare a uno stallo e votare successivamente i nomi di Mattarella, Draghi o Casini.

Il Flop della Casellati: cosa accadrà al centrodestra?

La sconfitta della Casellati è un segnale che non va ignorato e desta clamore. Da queste votazioni è emerso infatti che il centrodestra non è unito e autonomo, come invece hanno sempre sostenuto i leader dei diversi partiti.

Ed è proprio su questo punto che ha insistito il vicepresidente di Coraggio Italia, Giovanni Toti, il quale ha così commentato i risultati del quinto scrutinio: “Non è che un voto parlamentare, seppure importante, incrina trent’anni di storia in modo definitivo né il nostro è un matrimonio tra persone che si sono giurate per forza di vivere insieme nella buona e cattiva sorte”. Quindi un’unione sì, ma non un matrimonio, niente esclude quindi la possibilità che qualcuno non segua la linea stabilita dai leader. Toti ha poi continuato dicendo che all’interno di questa alleanza è necessario “tener conto di tutti”, in modo da poter ottenere facilmente delle “decisioni condivise”.

Dopo questa sconfitta i leader del centrodestra sono ripartiti alla ricerca di un dialogo. Dialogo che ormai è chiaro non può esserci con Italia Viva, i cui voti non si sono uniti a quelli della destra, come da molti ipotizzato. Anzi il leader Matteo Renzi ha addirittura rifiutato il posto della Casellati, nel caso in cui fosse stata eletta Presidente della Repubblica. È anche per questo motivo che Salvini si è rivolto nuovamente a Conte e i pentastellati, ormai è ufficiale: non c’è spazio per candidature di rottura. Si aprono le trattative con le forze maggiori in campo PD, M5S e LeU.

Ciò che è chiaro invece è che il centrodestra non sarà più lo stesso dopo questa votazione, se da mesi si parlava di malumori, adesso la superficie si è incrinata e si intravede una possibile disgregazione.

Il flop della Casellati: fallimento anche per Salvini?

Il fallimento della Casellati investe in pieno il leader leghista, Matteo Salvini, il quale per cinque giorni ha provato in tutti i modi a prendere in mano la situazione, cercando di essere uno degli artefici della risoluzione per la corsa al Quirinale. Eppure, nonostante si sia speso per giorni per la causa ha ottenuto un nulla di fatto, anzi la sconfitta può essere definita più sua che altro.

Non ha dialogato con il centrosinistra, come rimproveratogli da Letta, ma non ha nemmeno tenuto compatto con la Meloni la coalizione. Se durante gli ultimi mesi dell’ultimo anno il ruolo di Salvini è stato più volte messo in dubbio, adesso sembrerebbe che la coalizione, o forse anche membri del suo stesso partito, non gli riconoscono più il ruolo di leader.

Il Flop della Casellati: chi potrà essere eletto Presidente della Repubblica?

Dopo il fallimento della Casellati sono state aperte le trattative tra centrodestra e forse di sinistra. Non sembrano siano rimaste molte opzioni eppure sono almeno quattro i nomi dei possibili eleggibili. C’è la possibilità di un Mattarella bis, di Draghi oppure di Marta Cartabia, fortemente sostenuta dalla destra, non è da escludere infine il nome di Elisabetta Belloni.

Come non è da escludere alcuno scenario per le sorti del centrodestra allo stesso modo bisogna tenere a mente che i nomi per la corsa al Colle non sono definitivi e che già domani le fazioni potrebbero aver cambiato idea.

Iscriviti a Money.it

SONDAGGIO