Cos’è la manovra? Ecco come il Governo spenderà i soldi nel 2021

La manovra 2021, approvata dal Consiglio dei ministri, è ora attesa alla prova del Parlamento. Ecco come il Governo ha deciso di spendere i soldi il prossimo anno.

Cos'è la manovra? Ecco come il Governo spenderà i soldi nel 2021

Cos’è la manovra? E come spenderà i soldi il Governo nel 2021?

Approvato dal Cdm nella giornata di lunedì, il testo della manovra redatto dal Governo – che comprende 229 articoli – è stato firmato dal Presidente della Repubblica. La prossima settimana inizieranno le audizioni alla Camera, un iter che porterà all’approvazione della nuova Legge di Bilancio entro la fine dell’anno.

Con la nuova manovra – come si evince dai capitoli di spesa inclusi all’interno del testo – il Governo ha posto l’accento sui segmenti dell’economia italiana che hanno sofferto maggiormente la crisi di quest’anno, preparando il terreno per una rapida ripresa che dovrebbe essere corroborata dalla distribuzione delle prime dosi dei vaccini anti-Covid già nelle ultime settimane del 2020.

Cos’è la manovra?

Nota anche come Legge di Bilancio o – con un’accezione più vintage – come finanziaria, la manovra è uno strumento previsto dalla Costituzione italiana all’articolo 18. Con questo documento il Governo in carica comunica al Parlamento le spese e le entrate previste per l’anno seguente.

Fino al 2016 la Legge di Bilancio e la Legge di Stabilità erano due testi distinti. Ma il 26 luglio di quattro anni fa il Parlamento – primo firmatario fu Francesco Boccia, attualmente Ministro per gli Affari regionali – approvò la nuova legge che prevedeva l’unione dei due testi in un unico documento.

Il calendario relativo all’approvazione della manovra è particolarmente rigido, poiché il Parlamento deve categoricamente completare l’esame del testo entro la fine dell’anno. Quest’anno la Legge di Bilancio è approdata alla Camera con un mese di ritardo, costringendo i parlamentari ad accelerare l’iter per scongiurare l’ipotesi di arrivare eccessivamente a ridosso della data di scadenza.

La dotazione della Manovra 2021

Il testo firmato dal Presidente della Repubblica, prima di essere inviato alla Camera, prevede – all’articolo 18 – 120,653 miliardi di euro per i prossimi tre anni, fondi che finanzieranno gli interventi aggiuntivi e che sono suddivisi tra sussidi e prestiti in conformità con le disposizioni dei vari programmi europei per la ripresa, incluso il Recovery Fund.

Secondo i calcoli del dicastero guidato dal Ministro Gualtieri, i sussidi europei saranno di 10 miliardi nel 2021, 16 nel 2022 e 26 nel 2023. I prestiti, invece, saranno di 8 miliardi il prossimo anno, 14 nel 2022 e 15 nel 2023. Queste cifre servono ad alimentare il fondo di rotazione istituito dal Governo che, in sostanza, permetterà di procedere con i primi interventi a sostegno dell’economia nazionale in attesa dell’arrivo delle risorse Ue.

Più nel dettaglio, nei tre anni – a partire dal 2021 – 104,471 miliardi di euro saranno iniettati nel sistema Italia dal Recovery Fund, in un meccanismo che prevede una combinazione di sussidi e prestiti. Altri 14,7 miliardi di euro – su una torta da 47,5 – saranno destinati al Paese dal programma comunitario React Eu.

Gli interventi della Leffe di Bilancio 2021 al vaglio del Parlamento

Circa 8 miliardi di euro – cifra ritoccata al rialzo da Gualtieri rispetto alle prime bozze – saranno destinati alla riforma fiscale nel 2022, cifra che scenderà a 7 miliardi nel 2023. L’incremento della somma a sostegno della riforma fiscale è stato determinato dalla fusione con l’assegno unico per i figli da 5 miliardi.

Previsti anche 7 miliardi di euro in due anni per la decontribuzione del 30% per il Mezzogiorno. La misura interesserà 500.000 aziende e circa 2,9 milioni di lavoratori del Sud Italia, ed avrà l’obiettivo di sostenere l’occupazione in un’area del Paese tradizionalmente svantaggiata.

Presente nella manovra anche il Piano Transizione 4.0, fortemente caldeggiato dal Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Il piano potrà contare su una dotazione di 24 miliardi di euro in cinque anni. La misura è stata messa a punto per stimolare gli investimenti privati con una maggiorazione delle aliquote.

Di 3,8 miliardi di euro, invece, la dotazione fissata dal Governo nell’ultima Legge di Bilancio per sostenere quelle attività produttive che hanno sofferto maggiormente la pandemia in corso. La cifra ha subito un ritocco al ribasso rispetto alle prima bozze di circa 200 milioni. Il fondo servirà a consentire una rapida applicazione degli strumenti necessari a rinfrancare le aziende.

In questo ambito, previsto anche un fondo a sostegno di uno dei segmenti dell’economia italiana che più hanno sofferto la crisi sanitaria di quest’anno, l’imprenditoria femminile. Istituito con l’articolo 18, il fondo da 40 milioni di euro verrà impiegato per promuovere e sostenere le aziende guidate da imprenditrici donne, in un meccanismo che si muoverà tra contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero o agevolati.

Ci sarà nella manovra anche una misura a favore dei caregiver familiari, stimata in circa 75 milioni di euro. L’intervento, come spiegato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, avrà la finalità di “riconoscere il valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare”. La dotazione sarà equamente divisa in tranche da 25 milioni di euro l’anno, a partire dal 2021.

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