I test sono farlocchi? Positivo al coronavirus dopo 2 tamponi negativi

I test utilizzati per rilevare il contagio del coronavirus potrebbero non essere attendibili come pensiamo: un paziente è risultato positivo al virus dopo ben 2 tamponi negativi.

I test sono farlocchi? Positivo al coronavirus dopo 2 tamponi negativi

Potrebbero non essere così affidabili i test per il coronavirus. A confermarlo è proprio Gianni Rezza, dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, dopo che un paziente è risultato positivo dopo due tamponi negativi.

I casi di seconda infezione sono estremamente rari, per cui l’unica spiegazione possibile è riconducibile unicamente all’errato risultato fornito dal test. La prima paziente recidiva in Italia è una donna ricoverata all’ospedale di Verona Negrar. “C’è incertezza ed è bene ammetterlo – ha spiegato Rezza -, i casi di ritorno dell’infezione sono eccezionali. Non sappiamo se chi resta a lungo positivo è ancora contagioso e quanto”.

Errori nei tamponi per il coronavirus

I dubbi sull’efficacia dei tamponi continuano ad essere molti, i risultati dei test infatti sono molto variabili. “Questo virus ha una lunga presenza all’interno dell’orofaringe. - Spiega Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e virologo del Policlinico Tor Vergata di Roma. Nel nostro ospedale abbiamo notato che il tampone è molto operatore-dipendente. Ci sono operatori che hanno in gran parte risposte positive dai pazienti, altri che ne hanno in batteria di negative. L’esecuzione richiede un certo expertise. Se fatto male, il tampone può dare esito negativo. Sappiamo poi che a volte quando sembra che il virus non è più replicante, invece riprende a moltiplicarsi”.

Sarebbe dunque necessario effettuare dei tamponi di richiamo in modo tale da avere una maggiore certezza sugli esiti dei risultati. Intanto i dati riportati dalla Protezione Civile continuano a dipingere una situazione migliore di giorno in giorno e il picco dei contagi sembra ormai essere superato, anche se come ricorda Rezza, il numero dei pazienti reali è nettamente sottostimato. Si presume infatti che in Italia siano positive circa 5-6 milioni di persone.

Test rapidi ancora in fase sperimentale

Molte Regioni si stanno rifornendo di test sierologici più rapidi dei classici tamponi, in grado di fornire l’esito dopo un’ora anziché 24. Il test rapido è in grado di rilevare se l’organismo ha sviluppato gli anticorpi in grado di combattere il virus.

È stato avviato uno screening che riguarderà circa 200.000 persone, ma la loro efficacia è ancora in fase sperimentale e l’Istituto di Sanità ammette che la loro affidabilità è ancora ben lontana dal 100%, per cui è ancora necessario utilizzarli con cautela.

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