Coronavirus, gli anestesisti: “Privilegiare chi ha più probabilità di sopravvivere”

La Siaarti detta le nuove linee guida per la terapia intensiva da adottare in casi di straordinaria scarsità delle risorse sanitarie

Coronavirus, gli anestesisti: “Privilegiare chi ha più probabilità di sopravvivere”

L’emergenza COVID-19 ha messo in crisi il sistema ospedaliero, e la Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti) si adegua. E diffonde un documento di 15 punti rivolto ai colleghi con delle nuove disposizioni che potrebbero sollevare qualche polemica. Queste prevedono in particolare una modifica del criterio di accesso alle cure intensive, privilegiando, nei casi più drammatici, il paziente che ha più probabilità di sopravvivere.

Siaarti: privilegiare chi ha più speranza di sopravvivere

Con l’epidemia di coronavirus che in Nord e Centro Nord Italia sta tenendo impegnati ventiquattr’ore su ventiquattro i medici, la Siaarti ha deciso di sospendere il principio del “first come, first served. Quest’ultimo prevede, nei casi di pari gravità, l’accesso alle cure per chi è arrivato prima in ospedale.

Ma la penuria di posti letto di terapia intensiva e di risorse umane causata dalla grave emergenza che ha colpito le Regioni del Nord ha costretto la Siaarti a privilegiare il principio della “maggior speranza di vita”. È chiaro come un provvedimento del genere andrebbe a scapito di anziani e persone con gravi patologie pregresse.

Coronavirus, le disposizioni della Siaarti in caso di risorse scarse

Gli scopi delle raccomandazioni della società degli anestesisti sono due. Il primo è quello di “sollevare i clinici da una parte della responsabilità nelle scelte”, che in un periodo come questo “possono essere emotivamente gravose”. Il secondo è “di rendere espliciti i criteri di allocazione delle risorse” nel caso di una loro “straordinaria scarsità”.

Ma, chiarisce il comunicato della società, tali misure sono giustificabili “soltanto dopo che da parte di tutti i soggetti coinvolti [...] sono stati compiuti tutti gli sforzi possibili per aumentare la disponibilità delle risorse erogabili [...] e dopo che è stata valutata ogni possibilità di trasferimento dei pazienti verso centri con maggiore disponibilità di risorse”.

Nel caso in cui le risorse siano “scarsissime” la Siaarti aggiunge che potrebbe “rendersi necessario porre un limite di età all’ingresso” in terapia intensiva. Il principio adottato è quello secondo cui si dovrebbero garantire le cure a “chi ha in primis più probabilità di sopravvivenza e secondariamente a chi può avere più anni di vita salvata”, nell’ottica di massimizzare i benefici “per il maggior numero di persone”.

Lo scenario identificato dagli anestesisti, specifichiamo, è quello di una “saturazione totale” delle risorse intensive, in cui la scelta di mantenere il “first come, first served” equivarrebbe a “scegliere di non curare gli eventuali pazienti successivi che rimarrebbero esclusi dalla Terapia Intensiva”.

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1 commento

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Mauro Mario • 8 marzo

Mi sembra una scelta eticamente discutibile. Valutare solo l’età per l’accesso alla terapia intensiva! Se succedesse a me farei in modo di procurare delle ripercussioni a tutto il sistema.

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