Coronavirus, domiciliari a rischio per i detenuti: mancano i braccialetti elettronici

Detenuti ai domiciliari per emergenza coronavirus: lo dice il decreto Cura Italia, ma non ci sono abbastanza braccialetti elettronici. Per il Csm serve una soluzione alternativa.

Coronavirus, domiciliari a rischio per i detenuti: mancano i braccialetti elettronici

Per evitare il contagio della COVID-19, nel decreto Cura Italia è previsto che i detenuti a cui restano da scontare 18 mesi di carcere andranno ai domiciliari, ma solo provvisoriamente, fino al 30 giugno 2020. Decisione studiata dal Ministero della Giustizia, ma che, fin da subito, ha scatenato molte polemiche. C’è chi ha parlato di un “indulto mascherato” (il Consigliere togato del Csm Nino Di Matteo) e chi ritiene che questa soluzione sia infattibile nell’atto pratico. E infatti sembra essere proprio così, dato che manca un numero sufficiente di braccialetti elettronici, indispensabili per controllare i detenuti ai domiciliari.

Al momento, quindi, il futuro dei detenuti è ancora incerto. Fatto sta che se il coronavirus arrivasse negli istituti di detenzione, le distanze ravvicinate e la mancanza di presidi di protezione favorirebbero il contagio incontrollato. Una soluzione, quindi, deve essere trovata, e nel più breve tempo possibile.

Domiciliari a rischio, non ci sono abbastanza braccialetti elettronici

Dopo le rivolte in ben 27 carceri italiani, nel Cura Italia è stato ampliato il ricorso alla detenzione domiciliare per sfoltire istituti penitenziari e case circondariali. Nello specifico, si prevede che i detenuti a cui mancano 18 mesi di carcere possono scontare la detenzione domiciliare fino al 30 giugno. In questo modo viene sfoltita la popolazione carceraria e quindi - almeno secondo il Ministro della Giustizia - ridotto il rischio di una epidemia tra i detenuti. Vengono anche ampliati i permessi premio nei confronti dei condannati ammessi al regime di semilibertà (articoli 123 e 124 del decreto legge Cura Italia).

Facile a dirsi, ma a quanto pare impossibile a farsi. Questo perché mancherebbero i braccialetti elettronici. Il Viminale ha fatto sapere che sono a disposizione solamente 2.500 braccialetti e che questi non possono entrare in funzione contemporaneamente; la funzionalità è assicurata al massimo per 300 braccialetti elettronici alla settimana.

Un problema, questo, che deve essere risolto il prima possibile, dato che i detenuti positivi al coronavirus sono già 17 e 200 sono stati messi in isolamento sanitario perché a rischio.

L’eccessivo affollamento ospedaliero causato dal coronavirus fa spuntare di nuovo il problema mai risolto di una altro tipo di sovraffollamento, quello carcerario. Il mondo della politica propone diverse soluzioni, tra le quali spicca quella dei Radicali, che chiedono di valutare l’ipotesi di amnistia e indulto.

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2 commenti

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Isabella Policarpio • 1 settimana fa

Salve, al momento sembra che Bonafede prediliga la proposta del PD sui domiciliari e non l’amnistia, come vorrebbero i Radicali, ma nulla è dato per scontato. Nessuna certezza riguardo alla data, almeno per ora, con la speranza che l’intervento sia immediato per fronteggiare l’emergenza nelle carceri.

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Anmary • 1 settimana fa

Sarebbe stato molto meglio un indulto/amnistia per i meno pericolosi che sono a termine di pena. Comunque quando ci sarà questo provvedimento???? Grazie

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