Criptovalute crollano insieme al petrolio: bruciati $26 miliardi

In rosso anche le criptovalute, sulla del crollo del petrolio, l’aumentare dei casi di coronavirus a livello globale e lo spettro di una crisi economica senza precedenti.

Criptovalute crollano insieme al petrolio: bruciati $26 miliardi

L’impatto economico del coronavirus si sta facendo sentire pesantemente sui mercati. Anche le criptovalute hanno subito un crollo nelle ultime ore. Le perdite registrate sarebbero legate anche al drastico calo del prezzo del petrolio dopo il fallimento delle trattative dell’OPEC tenutesi durante il meeting di Vienna dello scorso 5 e 6 marzo.

Criptovalute bruciano $26 miliardi causa petrolio e coronavirus

Il valore di mercato complessivo delle criptovalute è crollato in sole 24 ore di 26,43 miliardi di dollari. La situazione è andata poi peggiorando con il passare delle ore. Tra le monete digitali più colpite il Bitcoin, che ha perso circa il 10%, arrivando a 7.908,33 dollari. Ethereum in calo del 30%, è scesa a 203,60 dollari, mentre il Ripple (XRP) ha toccato i 0,27 dollari, giù dell’11%.

L’aggravarsi della situazione sembra sia legato alla brutta prestazione del petrolio Brent che è sceso di un 30% arrivando a 31,02 dollari per barile. Si tratta del valore più basso da febbraio 2016.
Causa scatenante la decisione dell’Arabia Saudita di ridurre il prezzo del petrolio dopo il fallimento delle trattative dell’OPEC sui tagli alla produzione. La Russia ha infatti respinto la proposta di tagliare l’offerta di ulteriori 1,5 milioni di barili al giorno da aprile fino a fine anno. Il timore è che oltre al coronavirus anche una guerra per il petrolio sia dietro l’angolo.

Criptovalute: sono ancora un investimento rischioso?

I numeri di queste ore confermano come investire sulle criptovalute sia ancora una forte scommessa, nonostante si tratti di uno scenario, quello legato all’emergenza coronavirus, inedito. Inizialmente la risposta del Bitcoin era stata positiva, il prezzo era salito di oltre il 3% a quota $8.700 a fine dello scorso mese.

Tuttavia, il fatto che ad oggi le criptovalute abbiano registrato una performance peggiore rispetto all’azionario mondiale va a frantumare la convinzione che si tratti di un ‘porto sicuro’ durante i periodi più complicati per l’economia e la finanza. Nei giorni scorsi molti ne avevano consigliato l’acquisto proprio in questo momento, visto come una vera e propria finestra d’opportunità.

Nouriel Roubini, economista che ha previsto la crisi finanziaria del 2008, ha commentato così su Twitter la situazione:

“Il Bitcoin è andato giù dell’8%, ha fatto peggio rispetto alle azioni globali. Un’altra prova di come il Bitcoin non sia un buon investimento in situazioni rischiose. Registra perdite più gravi degli asset rischiosi”.

Alcuni esperti, invece, hanno cercato di minimizzare il crollo delle criptovalute, chiedendo agli investitori di continuare a ragionare sul lungo termine. Questo ad esempio è quanto confermato da PlanB, portale di cripto-analisi, che ha evidenziato come non ci siano in realtà segni di debolezza preoccupanti in vista dell’halving del BTC di maggio. Questo provocherà, come già previsto, un’offerta di moneta minore.

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