Coronavirus, cani “ostaggio” dei padroni per uscire di casa: le scuse più fantasiose degli italiani

Fioccano le denunce per i “furbetti” che escono senza motivo. Durante l’emergenza coronavirus, gli italiani si rivelano improvvisamente amanti dei cani e dello sport all’aria aperta. Ma gli Agenti non abboccano. Ecco le scuse più assurde.

Coronavirus, cani “ostaggio” dei padroni per uscire di casa: le scuse più fantasiose degli italiani

Da quando l’emergenza coronavirus ha avuto inizio, il monito del Governo e delle Autorità sanitarie è quello di stare a casa il più possibile e limitare gli spostamenti allo stretto indispensabile. Andare al lavoro, in farmacia o fare la spesa, eppure le strade delle nostre città, da Nord a Sud, sono tutt’altro che vuote.

In questi giorni di semi-quarantena, gli italiani scoprono all’improvviso l’importanza di fare attività fisica all’aperto e tutti hanno voglia di fare la spesa, la fila alle Poste o in lavanderia. Anche portare il cane a spasso al mattino presto - uno dei doveri più detestati anche dal più convinto amante degli animali - ora è tra le attività preferite dei padroni.

Visto il gran numero di persone ancora in circolazione, le Forze dell’ordine hanno intensificato i controlli. Il risultato? 53mila denunce in soli 8 giorni, tutte persone che erano fuori di casa senza una valida motivazione. Le scuse sono le più disparate: si va da “mia moglie mi ha cacciato di casa” a “il cane vuole uscire”. Eccone qualcuna.

Emergenza COVID-19: tra chi prende il sole e chi fa jogging fioccano le denunce

Italiani popolo di ginnasti, amanti degli animali e delle passeggiate all’aria aperta. Se prima del coronavirus nessuno voleva fare la spesa, passare in farmacia e fare la fila in banca o agli uffici postali, pare che adesso la situazione si sia ribaltata e nessuno abbia più voglia di stare a casa sul divano a guardare la televisione.

In barba alle indicazioni del Governo e delle Autorità sanitarie, le persone che escono di casa e si spostano per la città sono ancora tante, anzi troppe. Eppure il decreto parla chiaro: si può uscire solo per motivi di salute, di lavoro e necessità e occorre l’autocertificazione. Chi non si attiene a queste regole rischia gravi conseguenze penali, addirittura l’arresto fino a tre mesi; ma pare che nemmeno le misure forti riescano a convincere gli italiani a stare in casa.

In una sola settimana le Forze dell’ordine hanno raccolto oltre 50mila denunce: chi a spasso con il cane da ore, chi al mare a prendere il sole, chi ha dichiarato di essere stato cacciato di casa dalla moglie dopo una lite e chi, invece, si recava dall’amante. La fantasia degli italiani, anche in questa difficile circostanza, si conferma uno dei nostri aspetti distintivi. Eppure c’è poco da ironizzare: l’emergenza coronavirus è tutt’altro che risolta, e i casi di contagio si stanno pian piano diffondendo lungo tutto lo Stivale, con il rischio di mandare in tilt il sistema sanitario nazionale, soprattutto nelle Regioni del Sud dove mancano posti sufficienti in terapia intensiva.

Chi esce di casa senza una ragione valida non solo commette un reato (ex articolo 650 del Codice penale), con le conseguenze penali che ne derivano, ma compromette la sua salute e quella degli altri, dato che la COVID-19 è estremamente contagiosa e l’unica maniera per frenare l’impennata dei contagi è rispettare le misure di distanziamento sociale.

Nelle prossime ore, infatti, a causa dei ripetuti comportamenti irresponsabili di molti cittadini, il Governo valuterà se inasprire le restrizioni già esistenti e quindi vietare le passeggiate e anticipare la chiusura dei pochi esercizi commerciali ancora aperti.

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