Coronavirus: beni di prima necessità, quali sono?

Beni di prima necessità: quali e quanti sono? Qui l’elenco di beni, prodotti e servizi di prima necessità per i quali è consentito uscire duramente l’emergenza coronavirus.

Coronavirus: beni di prima necessità, quali sono?

L’unica maniera per arrestare il contagio della COVID-19 è stare in casa e limitare le uscite allo stretto necessario. Per questo il decreto ministeriale impone che siano consentiti solo gli spostamenti dovuti ad esigenze urgenti e per beni di prima necessità. Ma quali sono esattamente questi beni? In questo articolo vedremo nel dettaglio la lista di beni che possono essere acquistati e gli esercizi commerciali aperti. Non si tratta solo di beni alimentari, ma anche di servizi vari.

In caso di controllo da parte delle Forze dell’ordine, occorre compilare il modulo di autocertificazione dove dichiara che lo spostamento è indispensabile, ad esempio per fare la spesa o comprare i farmaci. Chi esce senza un valido motivo rischia la multa da 400 a 300 euro.

Vietato uscire di casa, tranne l’acquisto di beni di prima necessità: quali e quanti sono

Vediamo nel dettaglio quali sono i beni/prodotti di prima necessità esclusi dalle restrizioni del Governo, per i quali si può regolarmente uscire di casa (ma sempre nel rispetto delle misure di sicurezza):

  • prodotti alimentari, quindi cibo e bevande, sia nei supermercati che nelle attività al dettaglio;
  • farmaci, articoli medicali e ortopedici;
  • giornali e biglietti dei mezzi pubblici acquistabili in edicola;
  • combustibile per uso domestico, in particolare per riscaldamento degli ambienti;
  • carburante;
  • articoli per l’igiene personale e per la casa;
  • articoli per illuminazione e manutenzione della casa;
  • negozi di telefonia e informatica.

Si ricorda che è sempre obbligatorio rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro sia all’interno dell’esercizio commerciale che durante la fila all’esterno del locale e di evitare sempre baci, abbracci, strette di mano e saluti troppo affettuosi. Vietati gli assembramenti nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.

NON sono beni di prima necessità:

  • beni venduti nei mercati rionali, al chiuso e al coperto, a meno che non siano prodotti alimentari;
  • servizi di ristorazione (che possono sfruttare la consegna a domicilio);
  • negozi di abbigliamento, accessori e casalinghi;
  • attività commerciali legate al benessere e alla cura del corpo: estetista, centri massaggi, parrucchieri e barbieri.

Le sigarette sono un bene di prima necessità?

Sulla questione sigarette si è scatenato un acceso di dibattito. Infatti chi fuma ritiene che non si possa negare l’acquisto di sigarette, cartine e tabacco sfuso ma ci sono anche molti contrari. Buone notizie per i fumatori: le tabaccherie sono regolarmente aperte e i distributori automatici restano in funzione.

Servizi di prima necessità

Possibile uscire e spostarsi anche per compiere commissioni necessarie e urgenti, come andare in banca o pagare le bollette. Sono considerati “servizi di prima necessità” per la popolazione:

  • banche e servizi finanziari;
  • assicurazioni;
  • uffici postali;
  • centri per l’impiego;
  • uffici comunali e regionali;
  • lavanderie e tintorie;
  • pompe funebri.

I servizi elencati sono garantiti, tuttavia gli orari di apertura e chiusura potrebbero subire delle variazioni o stabilire le visite per appuntamento, in modo da evitare l’affollamento. Quindi prima di uscire di casa per svolgere queste commissioni è bene chiamare o verificare su internet eventuali variazioni e misure di prevenzione applicate.

Beni e servizi di prima necessità anche per animali

Il decreto ministeriale con le restrizioni sugli spostamenti tiene conto anche del benessere degli animali. Si può uscire di casa e passeggiare con il cane, senza però uscire dal Comune di residenza ed evitando assembramenti di persone. I negozi specializzati per la cura degli animali sono esclusi dalla chiusura della attività commerciali. Si può uscire anche per comprare cibo e farmaci per gli amici a quattro zampe e per recarsi dal veterinario, qualora la visita sia necessaria e urgente.

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