Coronavirus, azienda vieta l’utilizzo del cellulare: dipendenti sul piede di guerra

Un’azienda italiana ha vietato ai propri dipendenti di utilizzare lo smartphone durante l’orario lavorativo in quanto contribuisce alla diffusione del coronavirus.

Coronavirus, azienda vieta l'utilizzo del cellulare: dipendenti sul piede di guerra

Un’azienda ha vietato l’utilizzo dei cellulari ai propri dipendenti durante l’orario lavorativo in quanto sarebbe uno strumento che favorisce la diffusione del coronavirus. Si tratta della celebre azienda di prosciutti Ferrarini, che negli ultimi giorni è finita al centro dell’attenzione mediatica locale per aver introdotto questa nuova norma nello stabilimento di Rivaltella, in provincia di Reggio Emilia.

La decisione non è stata accolta di buon grado dai dipendenti dai quali sono nate diverse lamentale fino ad arrivare ad interpellare anche i sindacati per far rimuovere la nuova imposizione, senza però riuscirci completamente.

Azienda vieta utilizzo dei cellulari ai propri dipendenti: ecco perché

Ancora non si è conclusa l’emergenza sanitaria e per questo motivo l’allerta resta alta, soprattutto nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Nelle ultime settimane, anche nel nostro Paese, così come in quasi tutto il resto d’Europa, si sta assistendo ad un incremento dei nuovi contagi da nord a sud. Proprio per questo motivo, l’azienda Ferrarini per evitare la nascita di un focolaio interno al proprio stabilimento ha deciso di inasprire le regole per i propri dipendenti, al fine di ridurre al minimo la possibilità di contagio.

Ferrarini, un’azienda che rappresenta l’eccellenza Made in Italy nella produzione di prosciutti, avrebbe scelto la strada dell’estrema prudenza, imponendo ai dipendenti il divieto di utilizzare lo smartphone durante le ore lavorative, suggerendo addirittura di lasciarlo, se possibile, a casa o in auto. La decisione non è piaciuta ai dipendenti, che si sono messi sul piede di guerra.
Secondo l’azienda infatti i lavoratori dello stabilimento di Reggio Emilia potrebbero contaminarsi le mani toccando il proprio smartphone e quindi infettare poi anche altri colleghi sani, che non sono entrati a contatto con il virus. La decisione è stata appoggiata anche da Anna Giovannelli, responsabile del personale, la quale ha affermato che:

“La scelta è dettata da motivi igienici e sanitari. I telefonini sono fonte di contagio. In reparto ci sono 150 persone e non è che possiamo controllarle tutte. Siamo riusciti a non avere nessun caso di Covid nemmeno durante il lockdown, non è questo il momento di abbassare la guardia. Anche se si ha il telefono in tasca, con la vibrazione, il rischio di distrarsi è alto. Da noi c’è chi lavora con dei coltelli in mano. Nel nostro stesso stabilimento di Parma la restrizione sui telefoni c’è sempre stata”.

L’appello ai sindacati

Ai dipendenti non è piaciuta la decisione presa dall’aziende e per questo motivo hanno deciso di rivolgersi al sindacato per cercare di rimuovere questa nuova regola o quanto meno cercare una valida alternativa.

Dopo uno scambio tra sindacati e azienda sembrerebbe essere arrivata una controproposta: i dipendenti potranno utilizzare il proprio smartphone solamente durante la pausa pranzo, a patto che si igienizzino le mani prima di tornare alla propria postazione di lavoro.

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