Il coronavirus avanza nei Balcani: dalla Serbia alla Romania, cosa sta succedendo?

Preoccupa l’aumento dei contagi da coronavirus nei Balcani: in Serbia il sistema sanitario è vicino al collasso con i cittadini che assediano il Parlamento, mentre in Romania si arriva anche a 700 nuovi casi al giorno.

Il coronavirus avanza nei Balcani: dalla Serbia alla Romania, cosa sta succedendo?

Il coronavirus avanza nei Balcani e spaventa l’Italia, tanto che il governo ha deciso di inserire anche la Bosnia e la Macedonia del Nord nell’elenco dei tredici Paesi a cui è stato vietato l’ingresso nei nostri confini.

Dopo che come nel resto d’Europa sembrava che il peggio fosse passato anche a Est, nelle ultime settimane c’è stata una pericolosa impennata dei nuovi casi di positività che ha interessato la quasi totalità dei Paesi dell’area.

La situazione più difficile è senza dubbio quella della Serbia, dove non si placano le proteste di piazza con tanto di assalto alla sede del governo il tutto mentre il sistema sanitario nazionale sembrerebbe essere vicino al collasso.

Coronavirus: la Serbia nel caos

Al momento sono quasi 19.000 i casi di coronavirus riscontrati in Serbia con 418 morti, ma a preoccupare sono le oltre 300 nuove positività che si sono riscontrate nelle ultime ore a causa di discutibili scelte politiche.

Il presidente Aleksandar Vucic infatti ad aprile ha deciso subito di allentare il lockdown, tanto che mentre tutta l’Europa era chiusa in casa da Belgrado ci arrivavano le immagini di stadi di calcio pieni, per non parlare del torneo di tennis organizzato da Novak Djokovic.

Una scelta questa che ha permesso a Vucic di vincere le elezioni dello scorso 21 giugno, ma adesso il presidente si è detto pronto ad adottare nuovamente misure restrittive dando la colpa ai cittadini per l’aumento dei contagi.

Parole e decisioni che hanno provocato la dura reazione di centinaia di manifestanti, che da giorni hanno messo sotto assedio il Parlamento serbo dando vita a feroci scontri con la polizia, gettando il Paese in un sostanziale caos vista la crisi sociale e sanitaria in corso.

La situazione difficile nei Balcani

Se il caso della Serbia è senza dubbio quello più eclatante, la situazione negli altri Paesi non è di certo migliore. Particolare attenzione infatti è rivolta a quello che sta succedendo in Romania, dove i casi totali di coronavirus sono oltre 33.500 e quasi 2.000 i morti.

Pure qui non mancano le tensioni politiche: mentre si va avanti a una media di anche 700 nuovi casi al giorno, in Parlamento si litiga sulle norme restrittive da applicare mentre sono stati fatti uscire dagli ospedali centinaia di malati nonostante il parere contrario dei medici.

Preoccupa anche quello che sta succedendo in Kosovo, dove a fronte di una popolazione di 1,8 milioni di persone sono oltre 5.000 i casi di contagio registrati, con una impennata di 184 positivi nelle ultime ore.

Infine pure nella vicina Croazia la curva dei contagi è in forte ascesa, ma il governo non appare intenzionato a varare ulteriori misure restrittive al fine di preservare la stagione turistica, vitale per l’economia del Paese.

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