Coronavirus, Italia a secco di aeroporti: quali chiudono e quali no

Da Ciampino a Linate, gli aeroporti italiani rischiano la chiusura: il programma d’emergenza di ENAC prevede di lasciare attivi pochi scali per limitare gli spostamenti e gestire al meglio l’epidemia.

Coronavirus, Italia a secco di aeroporti: quali chiudono e quali no

Aeroporti a ‘risparmio energetico’? È l’ipotesi al vaglio del Ministero dei Trasporti, che sta pensando di mantenerne operativi circa 20. Le cancellazioni dei voli e le misure restrittive per l’emergenza coronavirus potrebbero infatti portare a una decisione di questo tipo. In alcuni impianti si sta già attuando il ridimensionamento e a breve molti altri potrebbero fare lo stesso.

Aeroporti chiusi per l’emergenza coronavirus

I tanti voli cancellati a causa della diffusione del coronavirus in Italia stanno portando al ridimensionamento degli scali aeroportuali. Il 9 marzo scorso, Alitalia aveva sospeso l’attività su Milano Malpensa e per Milano Linatesolo collegamenti nazionali, con una riduzione di frequenze sulle rotte servite”. Ragionamento simile anche per l’aeroporto di Venezia. Notizia di oggi, invece, l’annuncio della chiusura del Terminal 1 a Fiumicino - dedicato ad Alitalia - da martedì 17 marzo mentre da sabato verrà chiuso quello di Ciampino.

Nonostante l’ENAC solo qualche giorno fa abbia dichiarato gli aeroporti italiani come “aperti e funzionati” e le operazioni di volo “garantite”, ha in serbo uno “scenario infrastrutturale minimo” che potrebbe essere messo in atto già da domani e che garantirà solo pochi collegamenti nazionali e con le isole.

Ministero dei Trasporti valuta riduzione attività aeroportuali

Il Ministero dei Trasporti sta valutando attentamente la possibilità di ridurre, e in alcuni casi interrompere, le attività aeroportuali in alcune città come Bergamo, Verona, Firenze, Reggio Calabria e Brindisi. La strategia sarebbe quella di limitare per quanto possibile gli spostamenti sulla penisola, cercando di contenere i contagi. Tuttavia molti scali non chiuderanno i battenti garantendo i collegamenti.

Con la gestione d’emergenza, circa una ventina di impianti in tutta Italia potrebbero rimanere operativi o ridimensionati. Tra questi dovrebbero rientrare quelli di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova,Lamezia Terme, Lampedusa, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Pantelleria, Pescara, Pisa, Torino, Venezia e il terminal 3 di Fiumicino. Solo quest’ultimo gestirà a Roma le operazioni di check-in, i controlli di sicurezza e la riconsegna bagagli.

Misure per chi viaggia in aereo

Coloro che utilizzano il mezzo aereo per esigenze lavorative, per necessità o per motivi di salute dovranno compilare il modulo di autocertificazione (che può essere reperito anche sul sito dell’ENAC) con le ragioni del proprio spostamento. Anche per i voli al di fuori del territorio nazionale dovrà essere riempito il medesimo modulo, da presentare alla partenza e all’arrivo.

L’ENAC comunque ha consigliato ai passeggeri che debbano effettuare qualsiasi tipo di spostamento aereo di contattare la compagnia aerea di riferimento per verificare lo stato del proprio volo.

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