Cirque du Soleil dichiara bancarotta

L’emergenza coronavirus si abbatte anche sul famoso Cirque du Soleil, che dopo aver attraversato un momento finanziario difficile, dichiara ufficialmente bancarotta

Cirque du Soleil dichiara bancarotta

L’emergenza coronavirus si è abbattuta anche sul Cirque du Soleil, che dopo aver vissuto un periodo molto difficile dal punto di vista finanziario ha dichiarato ufficialmente bancarotta.

Il settore dell’intrattenimento dal vivo, dopo le chiusure e gli stop agli spettacoli durante il lockdown, è stato tra i più colpiti sul mercato.

Tempi duri, dunque, per la compagnia teatrale, in mano a fondi internazionali di grandi dimensioni, che dopo aver cancellato tutti i suoi spettacoli in programma (con conseguenti ricavi azzerati) e licenziato oltre 4 mila dipendenti, si è vista costretta a fare ricorso alla bancarotta assistita.

Coronavirus: Cirque du Soleil dichiara bancarotta

Il Cirque du Soleil è un noto circo canadese dedicato soprattutto a mimo, acrobazie e giocoleria, generalmente numeri di grande rilevanza che non impiegano animali. Vanta quasi 40 anni di attività e spettacoli in tutto il mondo.

È stato fondato dall’oggi miliardario Guy Lalibertè a Montreal, acquisito dal private equity Tpg nel 2015 e nel tempo cresciuto fino a trasformarsi in un colosso da quasi 5 mila dipendenti.

Nonostante la fama, la situazione finanziaria della compagnia non versava in ottime condizioni neanche prima dell’emergenza. Aveva accumulato un debito da 950 milioni, 7,3 volte l’ebitda dell’anno scorso, in parte legato al buyout del 2015 e in parte a una serie di acquisizioni destinate a diversificarne l’offerta.

Avendo poche attività vendibili, il gruppo manca di una solida rete di sicurezza in questa situazione. A risentirne sono Tpg, socio con una quota del 55%, e Casse de dépôt et placement du Québec, che ha raddoppiato la sua partecipazione nelle azioni della compagnia qualche mese fa, toccando quota 20% (di cui l’ultimo 10% comprato dal suo fondatore, Lalibertè). Altro azionista è la cinese Fosun.

Con la bancarotta il Cirque du Soleil spera di ristrutturare il proprio debito per tornare presto ad animare i palcoscenici dei teatri di tutto il mondo. Un obiettivo che in questo momento non sembra così facile da raggiungere, vista la profonda crisi che ha investito tutto il settore dell’intrattenimento.

Senza contare la natura stessa degli eventi dal vivo, che si scontra con le misure di sicurezza imposte per prevenire i contagi da coronavirus e che pare non possa sperare di tornare a pieno regime almeno fino a gennaio 2021.

I piani per il futuro del Cirque du Soleil

Secondo le indiscrezioni riportate da Reuters, la leadership della compagnia in questi mesi ha lavorato a diverse opzioni di ristrutturazione del debito e tra queste era già stata messa in conto una potenziale dichiarazione di fallimento.

Secondo Moody, lo scorso dicembre, il gruppo registrava una disponibilità di circa 130 milioni di dollari di cui 20 milioni in contanti e il resto in linee di credito. Ma, tra rimborsi di biglietti, penali e altre spese causate dal blocco totale delle attività, le spese sono lievitate fino a oltre 165 milioni.

Il Cirque du Soleil ha presentato la sua richiesta di bancarotta in Canada. L’esecutivo ha scelto questa strategia che prevede un’iniezione di 300 milioni di dollari da parte dei maggiori azionisti per il piano di ristrutturazione, con la speranza di consentirne la ripartenza, farsi carico degli oneri (rimborsi e così via) e aiutare i dipendenti.

Stando a quanto riferito da Bloomberg, ci sarebbe sul piatto anche la possibilità di cercare altri attori per far spazio a un nuovo vertice.

“Non vediamo l’ora di rilanciare le nostre attività e trovarci di nuovo insieme per creare quel magico spettacolo che il Cirque du Soleil è per i suoi milioni di fan nel mondo”

ha commentato Daniel Lamarre, presidente e amministratore delegato di Cirque du Soleil Entertainment Group.

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