Questo CEO incassa un bonus di oltre $6 milioni. Ma l’azienda fallisce subito dopo

P. F.

28 Dicembre 2025 - 10:33

Bufera sul CEO e co-fondatore di Tricolor. Il manager della società specializzata in prestito auto subprime avrebbe prelevato dall’azienda oltre 6 milioni a poche settimane dal suo fallimento.

Questo CEO incassa un bonus di oltre $6 milioni. Ma l’azienda fallisce subito dopo

Un bonus multimilionario incassato quando la società era già sull’orlo del collasso finanziario. È quanto emerge dall’inchiesta federale statunitense su Tricolor, operatore specializzato nel prestito auto subprime, il cui CEO e fondatore Daniel Chu è accusato di frode. Secondo i procuratori, nell’agosto scorso Chu avrebbe disposto il pagamento di 6,25 milioni di dollari in bonus personali, a poche settimane dal fallimento della società.

A pochi giorni dall’erogazione dei suddetti bonus, Tricolor avrebbe infatti collocato oltre 1000 dipendenti in aspettativa non retribuita. Il 10 settembre, meno di un mese dopo, la società ha presentato istanza di protezione fallimentare ai sensi del Chapter 11.

L’ipotesi di frode da 800 milioni di dollari

Dall’atto d’accusa emerge che Chu avrebbe incaricato Jerome Kollar, il direttore finanziario di Tricolor, di effettuare gli ultimi due versamenti del suo bonus annuale da 15 milioni di dollari. Nello stesso periodo, il CEO avrebbe utilizzato parte delle somme incassate per acquistare un immobile di lusso da diversi milioni a Beverly Hills, in California. Tali operazioni si sarebbero svolte mentre la situazione patrimoniale e di liquidità del gruppo risultava già gravemente compromessa.

Secondo i procuratori federali, il dissesto non sarebbe stato né improvviso né imprevedibile. L’indagine sostiene che Tricolor avrebbe generato circa 800 milioni di dollari di garanzie fittizie su indicazione diretta di Chu. Le contestazioni riguardano il doppio pegno degli stessi asset su più linee di credito e la manipolazione dei dati interni. In particolare, prestiti deteriorati sarebbero stati riclassificati per apparire idonei come collaterale.

Al momento dell’incasso dei bonus, Chu sarebbe stato pienamente consapevole dell’inevitabilità del fallimento. In alcune conversazioni telefoniche registrate nell’agosto scorso avrebbe definito la società “praticamente già finita”. Oltre al direttore finanziario già citato, le intercettazioni coinvolgerebbero anche il Chief Operating Officer (COO) e mostrerebbero un confronto interno sulle strategie per contenere le pressioni degli istituti finanziari.

Le tensioni con le banche e il riferimento a Enron

Sebbene l’atto d’accusa non indichi i nomi degli istituti coinvolti, JPMorgan Chase, Barclays e Fifth Third Bank hanno successivamente comunicato di aver contabilizzato perdite legate all’esposizione verso Tricolor.

Dopo le contestazioni sulle garanzie fornite, Chu avrebbe ipotizzato di attribuire parte delle anomalie a un programma di sospensione dei prestiti introdotto durante l’amministrazione Trump. In un secondo momento avrebbe poi valutato la possibilità di spostare la responsabilità sulle banche, accusandole di avere ignorato segnali di rischio evidenti nel tentativo di negoziare un accordo e guadagnare tempo.

In questo contesto, Chu avrebbe paragonato Tricolor al caso Enron, il colosso energetico crollato nel 2001 a seguito di uno dei più noti scandali contabili della storia. “Enron ha un certo effetto”, avrebbe affermato secondo i documenti dell’accusa, perché basta nominare la questione per far salire la pressione sui finanziatori.

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