Questa storica catena di grandi magazzini sta per fallire

P. F.

06/01/2026

Un tempo un simbolo del lusso a stelle e strisce, oggi questa iconica catena di grandi magazzini è sull’orlo del fallimento e rischia di finire sotto tutela giudiziaria.

Questa storica catena di grandi magazzini sta per fallire

Il celebre grande magazzino di lusso statunitense Saks rischia seriamente il fallimento. Dopo un 2025 turbolento, segnato da ritardi nei pagamenti, contenziosi e difficoltà strategiche, l’azienda si trova oggi sull’orlo di una procedura di Chapter 11, la normativa americana che consente la ristrutturazione del debito sotto tutela giudiziaria.

Nonostante l’immagine scintillante dei suoi negozi, dietro le vetrine di Saks si nasconde infatti una realtà finanziaria critica. Negli ultimi mesi numerosi fornitori hanno sospeso le consegne a causa dei mancati pagamenti, mentre alcune assicurazioni sulle forniture hanno deciso di interrompere i loro servizi di supporto.

L’acquisizione che ha complicato i conti di Saks

Le attuali difficoltà affondano le radici nella grande acquisizione della catena di lusso Neiman Marcus, completata nel 2024 per circa 2,7 miliardi di dollari. L’operazione, pensata per consolidare il segmento dell’alta moda di Saks, è stata finanziata principalmente con obbligazioni ad alto rendimento, giudicate da molti analisti come “insostenibili” rispetto alla capacità di generare cassa dei due marchi.

L’integrazione dei due colossi si è poi rivelata più complessa del previsto. I tagli occupazionali e la crescente difficoltà nel rispettare i pagamenti ai fornitori hanno cominciato a minare la stabilità operativa, mentre la gestione del debito si è fatta sempre più problematica.

Il rapporto con fornitori e la ristrutturazione del debito

Un primo segnale di serio allarme è arrivato a febbraio scorso, quando alcuni fornitori - tra cui nomi di rilievo - hanno ricevuto comunicazioni ufficiali da parte dell’azienda che annunciavano pagamenti dilazionati nel tempo e, inoltre, solo a partire dall’estate. Alcuni di questi crediti risultavano già arretrati da oltre un anno.

Per i partner commerciali si è trattato di una situazione di incertezza prolungata e costosa, tanto che diversi marchi hanno deciso di bloccare le spedizioni. Così, si è indebolito ulteriormente l’assortimento di prodotti nei punti vendita e i ricavi stagionali, già fortemente compromessi, sono crollati a picco.

A metà 2025 è stata avviata una ristrutturazione del debito che ha privilegiato gli obbligazionisti. In caso di fallimento, questi ultimi verrebbero rimborsati prima dei fornitori, riducendo ulteriormente la leva negoziale dei partner commerciali. Verso la fine dell’anno le cose non sono migliorate: la stagione autunnale si è chiusa con previsioni di vendite riviste al ribasso, complice la scarsità di merce sugli scaffali e una domanda di lusso meno vivace.

Quale futuro ora per Saks?

Con l’arrivo della stagione primaverile 2026 - un momento cruciale per i grandi magazzini - il futuro di Saks resta incerto. L’elevato indebitamento, le relazioni complicate con i fornitori e il rallentamento della domanda di prodotti di lusso rendono probabile una riorganizzazione sotto tutela giudiziaria.

Per evitare il fallimento, l’azienda potrebbe ricorrere a vendite di asset, chiusure di negozi non redditizi o nuovi accordi con investitori esterni, ma il tempo a disposizione è limitato. La capacità di negoziare rapidamente con creditori e partner sarà determinante per stabilizzare l’azienda e garantire la sopravvivenza di un marchio che da più di 100 anni si propone come uno dei templi del lusso più iconici degli Stati Uniti.

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