Il 2025 si conclude con una nuova compagnia che ha presentato istanza di fallimento ai sensi del Capitolo 7 negli Stati Uniti.
Si è appena concluso un anno importante per il settore aereo, che ha fatto registrare un nuovo record con 5,2 miliardi di passeggeri trasportati, ricavi aggregati superiori ai 1.000 miliardi di dollari e utili netti stimati tra i 36 e i 39,5 miliardi di dollari. Tuttavia, a causa dei costi operativi elevati, la redditività del comparto resta fragile e vulnerabile.
Il 2025 sarà però ricordato anche come un anno segnato da numerosi fallimenti nel settore. Da gennaio a dicembre, diverse compagnie commerciali e charter sono state costrette a fermare le operazioni a causa di gravi difficoltà finanziarie. L’ultima in ordine di tempo è una compagnia aerea statunitense che il 24 dicembre ha presentato istanza di fallimento ai sensi del Capitolo 7 presso il tribunale fallimentare degli Stati Uniti per il distretto del Delaware. Si tratta della compagnia Jet It, con sede a Greensboro.
Jet It operava nel segmento dei voli charter. La compagnia aveva già cessato le operazioni nel 2023, ma solo il 24 dicembre dello scorso anno ha formalizzato la richiesta di fallimento, atto che rappresenta l’ultimo passo di una vicenda destinata a concludersi con la liquidazione e la chiusura definitiva della società.
Jet It ha accumulato milioni di debiti
A differenza delle procedure avviate ai sensi del Capitolo 11, che prevedono un tentativo di ristrutturazione aziendale, il fallimento secondo il Capitolo 7 impone al giudice di non avviare alcun piano di risanamento, ma di procedere direttamente alla liquidazione degli asset. Dai documenti depositati emerge che la compagnia, inaugurata nel 2022, ha accumulato debiti per oltre 36,2 milioni di dollari, inclusi 9,7 milioni di dollari di crediti non garantiti.
Al momento del lancio, Jet It pubblicizzava tariffe orarie a partire da 1.600 dollari e un’attività media di 18.000 ore di volo all’anno. In quel periodo la compagnia era il dodicesimo operatore di jet privati negli Stati Uniti, ma nonostante ciò ha accumulato nel tempo debiti sempre più ingenti, complice l’aumento dei costi del carburante e una base clienti che, nel giro di pochi anni, si è progressivamente ridotta.
Il principale creditore risulta essere la World Fuel Services, fornitrice di carburante, a cui Jet It deve 735.695 dollari. Un’altra società con crediti rilevanti è American Express, che vanta oltre 600.000 dollari. Tra i creditori minori figurano invece PIC Card Services LLC e Jetex Flight Services.
La FlightSafety, divisione del gruppo Berkshire Hathaway, sostiene inoltre di non aver mai ricevuto 400.981 dollari per i servizi di addestramento dei piloti forniti alla compagnia.
Il giudice procederà ora con la liquidazione della società e la vendita di tutti gli asset disponibili, per poi distribuire quanto ricavato ai creditori. Come detto, Jet It rappresenta solo l’ultima compagnia ad aver ceduto nel 2025. Già a ottobre avevano presentato istanza di fallimento Verijet, con sede in Florida, e la compagnia charter Corporate Air del Montana. A novembre, infine, è stata la volta della Kenai Aviation, con sede in Alaska.
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