Boom di fallimenti in Svizzera: nel 2026 atteso un record storico di insolvenze. Crescono i casi tra le PMI, colpa del rallentamento economico, ma anche del franco forte e della domanda debole.
La Svizzera è spesso ritratta come l’esempio di stabilità economica e gestione finanziaria rigorosa, ma ora si trova davanti a un fenomeno che mette in discussione quella narrazione. Negli ultimi due mesi la dinamica dei fallimenti ha assunto una dimensione che ci sorprende, con segnali che lasciano presagire un record storico di insolvenze tra le imprese nel 2026.
Boom di fallimenti tra le imprese svizzere nel 2026
Secondo gli ultimi dati diffusi dalla società di informazioni economiche Creditreform, nei primi due mesi del 2026 2.361 aziende hanno depositato i bilanci per insolvenza, un aumento impressionante pari al 75,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Se si includono anche le procedure per lacune organizzative (quelle disciplinate dall’articolo 731b del Codice delle obbligazioni svizzero), si arriva a 3.054 procedure concorsuali, pari a un +63,4% anno su anno.
Una parte della motivazione dell’incremento è tecnica. Dal gennaio 2025, infatti, anche gli enti di diritto pubblico in Svizzera sono tenuti a richiedere il fallimento delle imprese nei confronti delle quali vantano crediti arretrati. Un cambiamento normativo che produce effetti statistici importanti e fa salire il numero complessivo delle procedure avviate. Ma non si tratta di una parentesi legale, il dato è così rilevante che gli analisti internazionali - come quelli di Allianz Research - vedono nel 2025 e nel 2026 un nuovo picco di insolvenze d’impresa in Svizzera, con oltre 10.000 casi attesi, un incremento percentuale più che significativo.
Le ragioni dietro il fallimento delle imprese svizzere
Le aziende svizzere stanno operando in un quadro economico più difficile di quanto il consenso mediatico voglia ammettere. La crescita del prodotto interno lordo è debole e volatile, con l’ultimo trimestre del 2025 che segna una crescita del PIL di appena lo 0,2%, dopo una contrazione nel trimestre precedente. L’economia in Svizzera sta arrancando più di quanto si pensasse fino a poco tempo fa.
Gli effetti si vedono chiaramente nel mercato del lavoro e nella domanda interna, con la disoccupazione in leggero aumento e le offerte di lavoro in calo rispetto ai livelli record del 2022, un indicatore spesso trascurato ma che fa da segnalatore sulla salute complessiva dell’economia svizzera.
A questo si aggiunge un contesto commerciale che non agevola le imprese esportatrici. Il franco svizzero, infatti, resta forte rispetto alle altre principali valute, e ciò comprime i ricavi in valuta estera e riduce la competitività dei beni elvetici sui mercati internazionali.
Nonostante l’attività di fusioni e acquisizioni nel 2025 abbia mostrato segnali di vivacità, con un +16% di operazioni nel segmento delle PMI svizzere e un record di acquisizioni da parte degli investitori esteri nel Paese, questi movimenti non bastano a compensare la fragilità di un tessuto produttivo sempre più stressato da costi in aumento e domanda in calo.
I settori più colpiti
I settori più colpiti dai fallimenti sono quelli tradizionalmente più sensibili alle fluttuazioni economiche: costruzioni, servizi B2B e commercio al dettaglio. Anche l’industria alberghiera e della ristorazione ha registrato un aumento consistente delle chiusure d’impresa.
La prospettiva, secondo gli analisti, è preoccupante proprio perché si va oltre il mero dato annuale. Se le insolvenze cresceranno come previsto, il 2026 potrebbe segnare una delle più lunghe serie annuali consecutive di fallimenti in aumento in Svizzera. Una testimonianza della difficoltà strutturale del Paese nel tenere il passo con la transizione economica e con le pressioni esterne.
In un Paese che per decenni ha fatto della solidità finanziaria un vanto, questa accelerazione dei fallimenti è un campanello d’allarme. Nonostante la stabilità istituzionale e l’attrattività per gli investitori, molte imprese (soprattutto le piccole e medie) stanno faticando per sopravvivere.
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