L’edizione 2026 dell’Immigration Index di Remitly ha decretato come paese migliore al mondo in cui trasferirsi la Svizzera. Italia fuori dalla top 10.
Se stai pensando di trasferirti all’estero, secondo gli esperti nel 2026 il miglior Paese al mondo in cui vivere è la Svizzera. Il Paese alpino si è infatti aggiudicato il primo posto nell’edizione 2026 dell’Immigration Index di Remitly, la classifica annuale che analizza 82 Paesi sulla base di 34 indicatori e che negli ultimi anni è diventata un punto di riferimento per chi valuta un trasferimento.
Secondo l’analisi, la Svizzera si distingue per l’elevato potenziale di guadagno, il solido accesso all’assistenza sanitaria, gli alti standard di sicurezza e la presenza di una vasta comunità di immigrati. Quest’anno la classifica ha preso in considerazione anche nuovi indicatori, come il congedo parentale, l’offerta di scuole internazionali, la stabilità politica, il livello culturale e le performance energetiche. Proprio grazie a questi nuovi parametri la Svizzera è riuscita a conquistare il primo posto, superando l’Islanda, che invece aveva trionfato nell’edizione 2025.
Migliori paesi al mondo in cui trasferirsi: la classifica 2026
La top ten vede quindi al primo posto la Svizzera, seguita dall’Islanda, che perde il primato ma conserva la seconda posizione. Sul gradino più basso del podio si colloca il Lussemburgo. Seguono poi Australia, unico Paese extraeuropeo nelle prime cinque posizioni, Germania, Irlanda, Stati Uniti, Danimarca, Norvegia e Spagna a completare la classifica.
- Svizzera
- Islanda
- Lussemburgo
- Australia
- Germania
- Irlanda
- Stati Uniti
- Danimarca
- Norvegia
- Spagna
Italia fuori dalla top 10
Come si può notare, anche quest’anno l’Italia non compare tra le prime dieci posizioni. Non si tratta di un risultato sorprendente per chi segue le classifiche internazionali sulla qualità della vita, ma è comunque un dato che fa riflettere. Negli ultimi anni il nostro Paese è diventato una delle destinazioni preferite dai grandi patrimoni stranieri grazie a un regime fiscale particolarmente favorevole. Tuttavia, le due cose non coincidono necessariamente. Un conto è un Paese ideale per chi dispone già di ingenti risorse economiche e decide di trasferirsi per pagare meno tasse; un altro è un Paese che offre le migliori condizioni per costruire da zero una carriera professionale, una famiglia e un futuro stabile.
L’Islanda, che aveva dominato la classifica del 2025, è scesa al secondo posto perché, come spiegato direttamente da Remitly, il numero inferiore di scuole internazionali rispetto ad altri Paesi ha penalizzato la nazione nordica, che continua però a ottenere ottimi risultati negli indicatori legati alla qualità della vita e alla dimensione familiare.
Nella classifica figurano anche gli Stati Uniti, seppur soltanto al settimo posto. Una posizione che potrebbe sorprendere chi continua a considerare l’America la destinazione ideale e il simbolo del sogno migratorio. Gli Stati Uniti mantengono comunque punteggi elevati nelle categorie legate alle opportunità lavorative e alla presenza di una consolidata comunità di immigrati, confermandosi una meta importante per chi cerca crescita professionale e possibilità di carriera.
L’indice valuta 82 Paesi attraverso 34 fattori che spaziano dalla qualità dell’assistenza sanitaria al costo della vita, dalle opportunità di impiego alla capacità di accogliere e sostenere le famiglie.
Guardando invece all’altra estremità della classifica, all’ultimo posto si trova Cuba, considerata attualmente la peggiore destinazione al mondo in cui trasferirsi. Seguono Iraq, Nigeria, Pakistan e Bangladesh. Si tratta di Paesi accomunati da instabilità politica, servizi pubblici carenti, sistemi sanitari fragili e opportunità economiche limitate. Secondo gli autori dell’indice, queste nazioni occupano le ultime posizioni perché accumulano criticità in molteplici categorie e non per un singolo fattore negativo.
Ciò che emerge chiaramente dall’edizione 2026 è che l’Europa continua a dominare come destinazione preferita per chi desidera costruirsi una vita di qualità in un Paese diverso dal proprio. Le principali eccezioni restano l’Australia e gli Stati Uniti, che continuano ad attrarre milioni di persone da ogni parte del mondo.
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