Il più grande operatore alberghiero europeo ha presentato istanza di insolvenza per 140 sue società.
Il più grande operatore alberghiero d’Europa sta attraversando una fase estremamente delicata e ha presentato istanza di insolvenza in regime di auto-amministrazione controllata presso il Tribunale distrettuale di Charlottenburg, in Germania. Si tratta di Revo Hospitality Group, una società di primo piano che gestisce circa 250 hotel in 135 città di 12 Paesi europei, oltre a essere licenziataria di importanti catene alberghiere come Accor, Hyatt, Wyndham e InterContinental Hotel Group (IHG).
Revo Hospitality Group ha presentato istanza di insolvenza per circa 140 società controllate e, tra queste, figurano 125 hotel con circa 5.500 dipendenti tra Germania e Austria. Nonostante la procedura in corso, l’azienda ha rassicurato clienti e partner, confermando che tutte le strutture continueranno regolarmente a operare.
Debiti per 19 milioni di euro
Il gruppo è stato fondato nel 2008 dall’imprenditore tedesco Ruslan Husry. L’attività è iniziata con un singolo hotel a Lipsia e, nel corso degli anni, si è progressivamente ampliata fino a raggiungere l’attuale rete di 250 strutture ricettive. Sebbene nel periodo più recente l’azienda abbia registrato un fatturato di circa 1,3 miliardi di euro, dal 2014 non ha più prodotto utili, accumulando debiti per circa 19 milioni di euro. Alla luce di questi risultati finanziari, molti esperti del settore si aspettavano da tempo una decisione di insolvenza.
A complicare ulteriormente la situazione è stata l’acquisizione, avvenuta lo scorso aprile, di 60 hotel a marchio H-Hotels e di 10 strutture H World International. Queste operazioni hanno comportato costi di acquisto elevati e un aumento significativo delle spese operative, a fronte di tassi di occupazione delle camere inferiori alle previsioni aziendali. Non essendo in grado di colmare autonomamente il deficit di liquidità tramite il credito, l’imprenditore ha quindi presentato l’istanza di insolvenza, con la nomina di curatori fallimentari provvisori incaricati di gestire il gruppo in modo controllato e tentare il risanamento.
«Abbiamo presentato domanda all’Agenzia Federale per l’Impiego per il finanziamento anticipato degli stipendi per i mesi da gennaio a marzo 2026», hanno spiegato gli avvocati della società, aggiungendo che esistono buone prospettive per una ristrutturazione rapida e una continuità aziendale nel lungo periodo. Il gruppo è attualmente alla ricerca di nuovi investitori internazionali disposti a immettere liquidità per ridurre l’indebitamento e rilanciare l’intera attività.
Secondo i legali, l’auto-amministrazione consente una stabilizzazione più rapida e una transizione ordinata verso un investitore, senza compromettere in modo significativo le attività alberghiere. L’auspicio è che i problemi finanziari possano essere risolti entro l’estate, anche se i creditori potrebbero recuperare soltanto una parte, stimata intorno al 10%, dei crediti ancora in sospeso.
Al momento, nonostante la procedura di amministrazione controllata, tutti gli hotel restano operativi. Tuttavia, per gli ospiti che hanno soggiorni programmati nelle prossime settimane, alcuni esperti consigliano di contattare direttamente le strutture per verificare la piena operatività o, in caso di nuove prenotazioni, di scegliere tariffe con politiche di cancellazione flessibili.
© RIPRODUZIONE RISERVATA