Coronavirus, Boris Johnson: inevitabile seconda ondata. Londra rischia il lockdown

Non solo il Nord-Est dell’Inghilterra, anche Londra potrebbe essere sottoposta a ulteriori misure restrittive, con la possibilità che restino in vigore fino alla primavera 2021.

Coronavirus, Boris Johnson: inevitabile seconda ondata. Londra rischia il lockdown

La seconda ondata da COVID-19 sta arrivando nel Regno Unito, lo ha affermato Boris Johnson. Il Primo Ministro britannico sembra rassegnato ma stupisce quando sottolinea che l’evento fosse inevitabile. La regola del sei, che prevede un numero massimo di 6 persone in assembramento e introdotta oltre una settimana fa, non ha dato i suoi frutti, anche se è presto per dirlo, ma è anche vero che il forte aumento di contagi in Gran Bretagna non permette ulteriori tentennamenti nell’introduzione di ulteriori restrizioni: dopo il nord-est dell’Inghilterra, anche Londra potrebbe essere coinvolta.

Come riportato dalla BBC, Boris Johnson non vorrebbe dover ricorrere a misure restrittive più severe, ma lo stesso ammette di stare prendendo in considerazione di metterle in atto. Le restrizioni dovrebbero essere composte da tre livelli. Sebbene il piano non mirerebbe a un vero e proprio lockdown nazionale, potrebbe prevedere il divieto di contatto tra famiglie.

Il primo livello si basa su ciò che in gran parte dell’Inghilterra è già attivo, il distanziamento sociale. Il secondo livello, prevede quanto già imposto per il nord-est del Paese, ovvero il coprifuoco nei luoghi pubblici e il divieto di riunioni tra famiglie. Il terzo livello consisterebbe in misure restrittive ancora più importanti.

La possibilità che il nuovo piano venga messo in atto non è remota. Innanzitutto, il livello due dovrebbe essere esteso a tutto il Regno Unito o quasi, comunque anche a Londra. Infatti, il sindaco della capitale inglese Sadiq Khan ha affermato che è sempre più probabile che la città si uniformi alle restrizioni di livello due e magari sottoporsi ad altre misure limitanti.

Secondo la BBC, il piano sarebbe già in discussione e un nuovo annuncio potrebbe arrivare a breve. Nella consapevolezza che la situazione coronavirus dovrebbe diventare più gravi durante l’inverno, alcune misure restrittive potrebbero restare in vigore fino alla prossima primavera.

Tutto questo, accade quando i casi positivi da COVID-19 registrati venerdì 18 settembre 2020 nel Regno Unito, sono saliti a 4.322 con 27 morti, un numero che così alto, non si registrava da maggio, ma è anche doveroso sottolineare che il numero di tamponi è molto più alto rispetto a qualche mese fa, si parla di circa 230.000 al giorno.

Se il Regno Unito non ride, molto peggio stanno andando le cose in altri Stati europei. In Francia, i nuovi casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore, sono 13.215 con 145 decessi. La Spagna ha più volte superato i 10.000 contagi nel mese di settembre, il virus si è spostato nuovamente a Madrid, tanto da imporre a oltre 850.000 persone residenti nella regione della capitale spagnola, a limitazioni ai viaggi e agli assembramenti superiore a 6 unità. I parchi pubblici saranno chiusi e le attività commerciali dovranno chiudere entro le ore 22:00.

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