Conto corrente: 10 consigli per tenere al sicuro i propri soldi

La guida avere un conto corrente sicuro: 10 consigli utili per proteggere i propri soldi, frutto dei risparmi di una vita.

Conto corrente: 10 consigli per tenere al sicuro i propri soldi

Un conto corrente sicuro, dove proteggere i propri soldi, frutti dei risparmi di anni di lavoro. Utopia o realtà?

Essere correntisti di una banca, anche grande e stimata, non garantisce più che i propri soldi siano al sicuro, basta guardare le crisi bancarie di alcuni istituti negli anni passati e i relativi effetti sui clienti.

Allora come tenere il proprio conto corrente al sicuro?

C’è chi ancora parla di bail in, chi si aspetta che presto o tardi torni il prelievo forzoso et similia. Non stupisce che alcuni risparmiatori si ritrovino a chiedersi se le banche siano ancora dei posti sicuri in cui lasciare i propri risparmi, anche alla luce della notizia per cui Unicredit starebbe pensando di applicare tassi negativi su alcuni conti correnti - anche se oggi sembra che l’istituto stia facendo marcia indietro.

Conto corrente sicuro: i 10 consigli pratici di Money.it

Di seguito una guida per i risparmiatori che vogliono proteggere i soldi sul proprio conto corrente.

1) Attenzione alle variazioni unilaterali: conservate tutta la documentazione
Sembrerà scontato, ma non lo è: per ogni contratto stipulato con una banca è fondamentale tenere una copia di tutta la documentazione, sia contrattuale, sia eventuali altre comunicazioni ricevute via posta.
Se avete perso alcuni documenti, non disperate, perché è possibile richiederne una copia in qualunque momento e accedere alla documentazione risalente fino a dieci anni prima della richiesta.

Questo vi tornerà utile per capire tutte le volte che sono state apportate delle modifiche al contratto a vostro discapito. Spesso infatti, all’interno dei contratti, sono presenti delle clausole del tipo ‘la banca si riserva di modificare unilateralmente le condizioni qualora particolari situazioni lo richiedano’.

Le banche sono obbligate a informare i clienti anche quando le novità introdotte sono a vantaggio dell’istituto, secondo le relative disposizioni di legge.

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2) Fatevi fare una perizia econometrica
Con la vostra documentazione presentatevi poi da un commercialista o un professionista riconosciuto e fatevi fare una perizia econometrica, un’analisi del proprio conto volta a stabilire se gli interessi attivi e passivi applicati dall’istituto di credito siano regolari o illeciti.
Questo è l’unico modo per capire se si è vittime di usura o anatocismo.

3) Attenzione al tasso di soglia
Il tasso di soglia è il massimo interesse che una banca può chiedere al proprio correntista, se lo supera siamo di fronte a usura bancaria.
Per tenere d’occhio il tasso di soglia, prestate attenzione ai costi e alle spese che lo determinano.

4) Non accettate tutte le agevolazioni
Capita a tutti di essere in difficoltà nel restituire un prestito o un finanziamento erogato dalla banca. Spesso, allora, l’istituto di credito ci propone un’agevolazione. Ad esempio, se siamo esposti per 50.000 euro e non riusciamo a rientrare del debito, la banca può proporre di trasformare il prestito in un mutuo ipotecario, così da poter usufruire di un tasso di interesse più vantaggioso.
L’istituto, in questo caso, riceve un doppio guadagno: per prima cosa, trasforma il suo credito da chirografario, cioè senza garanzie, a ipotecario; in secondo luogo, può avere un maggiore guadagno derivante dagli interessi

5) Occhio all’anatocismo
L’anatocismo è una pratica illegale che consiste nell’applicare interessi su altri interessi. Questa capitalizzazione degli interessi passivi fa sì che il correntista sia gravato da un debito sempre maggiore che ostacolerà il suo tentativo di tornare in attivo.

6) Giochi sulle valute
Fate attenzione ai giorni di valuta. “Nelle operazioni bancarie, attive o passive, i giorni di valuta indicano l’intervallo di tempo che intercorre fra l’addebito di un assegno, bonifico o altro prelievo e l’accredito al beneficiario, oppure fra il versamento di una somma e la data a partire dalla quale è visibile nell’estratto conto e cominciano a calcolarsi gli interessi attivi sul deposito”.
Molto spesso gli accrediti del correntista vengono contabilizzati come se l’operazione fosse stata effettuata un certo numero di giorni dopo la data effettiva di esecuzione. Le operazioni a debito per il cliente, invece, vengono contabilizzate prima della data di effettiva esecuzione.
Nel primo caso, il correntista perde giorni utili per la maturazione degli interessi attivi, nel secondo caso la banca incrementa i giorni utili per la maturazione degli interessi passivi a carico del debitore.

7) Provvidenze premiali
Nel caso di accertamenti di usura, dopo che sono state denunciate alla magistratura, è possibile per la vittima fare richiesta delle provvidenze premiali.
Presso il Ministero degli Interni, è stato messo a disposizione un Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura, che permette loro di ritornare nell’economia legale.

8) Termini per l’approvazione dell’estratto conto
Sono 30 i giorni entro i quali le banche fissano il termine per l’approvazione dell’estratto conto.
Bisogna sapere però che in caso di errore materiale dell’istituto tale termine non è valido e può essere di conseguenza ignorato.
Se la banca addebita più del dovuto, il termine di 30 giorni non vale e il correntista può contestare, anche dopo la scadenza del trentesimo giorno, e ottenere il risarcimento.

9) Attenzione alle penali per rimborso anticipato
Cominciamo col dire che se avete sottoscritto un contratto per un prestito ma cambiate idea, entro 14 giorni potete sciogliere unilateralmente il contratto, estinguendo tutte le obbligazioni che ne derivano, senza motivazioni, senza il consenso della controparte e senza andare incontro a oneri o penali.
Ma anche qualora il termine dei 14 giorni fosse passato, non siete tenuti a pagare penali in caso di rimborso anticipato del prestito.
Siete tenuti a rimborsare integralmente la cifra ottenuta e a pagare delle spese per i costi di amministrazione che, comunque, devono essere proporzionali all’importo del prestito. Ogni penale presente nel contratto per quanto riguarda i rimborsi anticipati va dunque respinta.

10) Il caso più estremo
Spesso molti rinunciano ad andare per vie legali contro gli istituti di credito perché richiedono un esborso particolarmente oneroso in termini sia di tempo sia di finanze.
Ma attraverso l’Arbitro bancario finanziario (Abf) c’è la possibilità di risparmiare molti soldi e tempo.
Le decisioni dell’Abf nel 70% dei casi vanno a sfavore delle banche e quasi sempre confermate dal giudice.
Il correntista che ha qualcosa da contestare prima si rivolge alla banca, facendo richiesta formale. Se questa viene respinta, o il cliente non ottiene risposta, questi può presentare un’istanza all’Abf, che nel giro di 3-4 mesi esamina il caso e decide. Il verdetto è quasi sempre definitivo: soltanto in un caso su venti, infatti, la decisione è impugnata dagli istituti.

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