Conte ora ha paura di Draghi: “I potentati vogliono buttarci giù”

Su Giuseppe Conte incombe sempre più l’ombra di Mario Draghi, con il premier che ha esplicitamente fatto intendere come “con i 209 miliardi del Recovery Fund può esserci la tentazione di buttarci giù”, parlando di “potentati che avrebbero molto da suggerire”.

Conte ora ha paura di Draghi: “I potentati vogliono buttarci giù”

Giuseppe Conte non sta sereno. I continui riferimenti a un governo alternativo guidato da Mario Draghi, che per il premier verrebbe da più parti “tirato per la giacchetta”, non sono casuali e questo a Palazzo Chigi ormai lo hanno ben ben capito.

Emblematica a riguardo è stata una frase pronunciata da Conte durante l’ultimo fine settimana: “Con i 209 miliardi del Recovery Fund può esserci la tentazione di buttarci giù; lo sento, non vivo nell’ iperuranio, ci sono contesti, potentati che avrebbero molto da suggerire”.

Ecco che ritorna la sindrome dell’accerchiamento e della trama dei “poteri forti” pronti a mandare a casa i giallorossi. Inevitabile che tornino a memoria le parole pronunciate dal dem Andrea Orlando qualche mese fa in piena pandemia.

Nelle prossime settimane vivremo una serie di attacchi al governo finalizzati alla sua caduta - aveva dichiarato l’ex ministro a maggio - ispirati anche da centri economici e dell’informazione, non tanto per correggere come è lecito l’attività di governo ma per rivedere il patto di governo e a riorganizzare la maggioranza”.

Conte, Draghi e il Recovery Fund

Sia per Giuseppe Conte che, all’epoca, per Andrea Orlando al centro delle trame dei “poteri forti” ci sarebbe il Recovery Fund che, insieme alle altre misure messe in campo dall’Europa, porterà nei prossimi mesi in Italia un fiume di denaro da spendere come mai si è visto prima.

Chi starebbe tramando contro i giallorossi avrebbe quindi tutta la volontà di mandare a casa un governo giudicato non adatto ad affrontare una sfida così difficile, ovvero utilizzare al meglio tutti questi soldi per far ripartire il Paese messo in ginocchio dal Covid.

Ma c’è anche una seconda chiave di lettura. Alcuni centri di potere potrebbero volere un cambio di governo in quanto questo, vista la forte componente grillina, sarebbe giudicato come poco amichevole.

Mario Draghi al contrario sembrerebbe godere dell’incondizionato appoggio da parte del mondo economico e dei media a esso collegato, ma resta il fatto che soltanto un intervento diretto di Sergio Mattarella potrebbe far nascere in Parlamento una maggioranza pronta a sostenere un eventuale governo guidato dall’ex numero uno della BCE.

A prescindere appare comunque chiaro che Giuseppe Conte ormai sente il fiato sul collo: a spaventare il premier non ci sono solo le imminenti regionali, ma anche quell’autunno alle porte dove oltre ai sempre alti rischi sanitari il governo dovrà mettere in campo il piano di rilancio del Paese, che molti vorrebbero vedere scritto da un esecutivo più tecnico invece che politico.

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