Conte-Salvini come Merkel-Seehofer? Quando un ministro può tenere in scacco il governo

Puntando tutto sull’immigrazione i ministri Salvini e Seehofer tengono in scacco i premier Conte e Merkel: anche l’Italia è a rischio crisi politica?

Conte-Salvini come Merkel-Seehofer? Quando un ministro può tenere in scacco il governo

La crisi del governo Merkel che in Germania in queste ore sta mettendo a rischio la tenuta della maggioranza che sostiene la cancelliera, per molti versi coinvolge direttamente anche l’Italia.

Oltre al tema dei migranti, la sorta di ricatto messo in atto dal ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer ad Angela Merkel può essere comparato, con le dovute differenze, allo spadroneggiare del nostrano inquilino del Viminale Matteo Salvini nei confronti del premier Giuseppe Conte.

Lo spauracchio dei migranti

Partiamo da alcuni dati. Sono tanti al momento i migranti presenti in Germania ma nell’ultimo anno c’è stato un forte calo degli arrivi, tanto che è stato quantificato in un -80% rispetto al passato.

Fermo restando che la macchina dell’accoglienza è molto funzionale con i nuovi migranti che sono una manna per l’industria tedesca in costante bisogno di nuova manodopera, i populisti di destra dell’AfD sono ormai il terzo partito del paese grazie alla loro campagna che si basa su una forte opposizione all’immigrazione.

Per non essere da meno in vista del voto in Baviera di ottobre, il ministro dell’Interno Horst Seehofer che è anche leader della CSU, partito proprio bavarese, vuole una chiusura delle frontiere e il rimpatrio nei paesi di primo approdo dei migranti presenti in Germania che già hanno fatto una richiesta di accoglienza.

Anche in Italia gli sbarchi nell’ultimo anno sono diminuiti per la precisione del 79%, con i reati commessi nel nostro paese che secondo il Censis nel 2017 hanno fatto registrare un piacevole -10%.

In questo momento invece l’unico problema del paese sembrerebbe essere quello dei migranti, con il ministro dell’Interno Matteo Salvini che quotidianamente tuona e minaccia. Un martellamento continuo che ha portato la Lega a essere ormai il primo partito del paese.

Peccato che oltre alle parole i fatti per il governo del cambiamento siano stati abbastanza deludenti in tema immigrazione. Il “nuovo vento” pronto a farsi sentire in Europa alla fine è riuscito a ottenere soltanto promesse al Consiglio Europeo.

Nessuna ripartizione dei migranti presenti in Italia e i futuri arrivi che saranno divisi soltanto su base volontaria. Anche per quanto riguarda l’impegno in Africa per contrastare le partenze nulla di concreto è stato definito.

Conte come la Merkel?

Anche se Angela Merkel vede il suo governo sempre più in bilico, alla fine paradossalmente si può dire che la cancelliera possa ritenersi più tranquilla rispetto a un Giuseppe Conte che, apparentemente, può contare su una maggioranza granitica.

Alla fine la piccola CSU, da sempre storico alleato della CDU, non si prenderà la responsabilità di far cadere il governo. La voce grossa fatta in questi giorni magari aiuterà il partito alle prossime elezioni in Baviera, ma alla fine la crisi dovrebbe rientrare.

Anche se molto più debole rispetto al passato e insediata da Emmanuel Macron come leader dell’unione, Angela Merkel a Berlino e Bruxelles rimane sempre quella che se vuole può fare il bello o il cattivo tempo.

Giuseppe Conte invece in Italia non solo è oscurato mediaticamente da Matteo Salvini, ma la Lega in questo momento può permettersi anche di far cadere il governo se vuole forte della certezza di vincere comunque le eventuali elezioni assieme al centrodestra.

Anche se dagli ambienti del Movimento 5 Stelle si sta cercando una sorta di controffensiva mediatica per non rimanere schiacciati dalla popolarità dell’alleato di governo, il sentore è che ormai l’esecutivo Conte sia alla mercé della volontà del leader della Lega.

Mentre in Germania la Merkel deve per forza di cose tenere conto delle esigenze dei propri alleati ma mantiene sempre il controllo della situazione, in Italia invece Conte è in pratica tranquillo a Palazzo Chigi finché Salvini vorrà farlo rimanere lì.

Al momento opportuno la Lega potrebbe staccare la spina a questa maggioranza carioca e prepararsi a governare il paese, da forza politica principale, assieme ai naturali alleati del centrodestra che ormai non aspettano altro.

Anche se adesso è Angela Merkel a navigare in acque più agitate, è Giuseppe Conte in fondo a dover temere di più il proprio ministro dell’Interno: tra hashtag e rosari ormai è Matteo Salvini ad avere in mano le sorti del governo, con buona pace di un Movimento 5 Stelle sempre più ostaggio delle volontà del segretario del carroccio.

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