Consiglio europeo: nuove sanzioni contro la Turchia?

Riccardo Lozzi

10 Dicembre 2020 - 18:17

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Nel Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre i leader europei decideranno se attivare nuove sanzioni contro la Turchia. La situazione.

Consiglio europeo: nuove sanzioni contro la Turchia?

Nel Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre, i leader europei dovranno decidere, oltre alle questioni economiche del Recovery Fund e della riforma del MES, se attivare nuove sanzioni nei confronti della Turchia.

Al momento il Paese guidato da Erdogan sembra rappresentare la più grande minaccia per l’Unione Europea a causa della crisi con la Grecia, che la scorsa estate ha portato sull’orlo di una guerra tra le due nazioni, e ai duri contrasti con la Francia alle prese con gli attacchi interni di militanti jihadisti.

Ibrahim Kalin portavoce e tra i più stretti collaboratori del Sultano ha avvertito Bruxelles che l’imposizione di nuove sanzioni si ritorcerà contro la stessa UE e renderà più difficile la possibilità di trovare un accordo tra le parti.

Consiglio europeo: nuove sanzioni contro la Turchia?

Il Governo di Ankara sta cercando di ammansire il blocco comunitario, proponendo di avviare una conferenza globale sull’energia e il gas del Mediterraneo orientale, con l’obiettivo di contrattare i diritti per le trivellazioni.

Gli Stati più duri nei confronti della Turchia sono sicuramente Francia, Grecia e Cipro che bollano le politiche di Erdogan come “fantasie imperiali”, accusandolo di non rispettare i negoziati internazionali siglati in passato.

Dopo anni di avvicinamento, il rapporto tra Europa e Turchia è nella sua fase più tesa. Secondo alcuni osservatori, le colpe sarebbero da ricercare nell’interruzione brusca dei colloqui per l’adesione del Paese all’Unione avviati nel 2005.

Grazie a tale possibilità, le istituzioni europee riuscivano infatti ad avere una certa influenza sulle decisioni sia di politica interna che di politica estera, obbligando la Turchia a un atteggiamento più prudente e democratico di quanto non sia ora.

Così, in seguito allo stop voluto principalmente da Germania e Francia, per Erdogan è stato facile imporre una leadership autocratica all’interno dei propri confini senza dover rendere più conto ai controlli di Bruxelles.

Crescono le tensioni tra Bruxelles e Ankara

Inoltre, dopo l’accordo di Nagorno-Karabakh si potrebbe prefigurare un’alleanza tra il presidente della Repubblica turca e Vladimir Putin, per controllare insieme l’area dell’Egeo.

Un’intesa che avrebbe delle ripercussioni sulla volontà della stessa Unione Europea di mantenere un ruolo di influenza su questa regione.

Alcuni Paesi membri vorrebbero però adottare misure più soft nei confronti della Turchia, lasciando la palla agli Stati Uniti dopo l’inizio della nuova presidenza di Joe Biden.

Tuttavia, non sembra che Biden voglia entrare in maniera diretta nella disputa sull’estrazione di gas, non considerandola una delle priorità della propria politica estera, nonostante durante la campagna elettorale abbia esortato il suo avversario Trump nel fare pressione al fine di cercare una soluzione diplomatica tra Grecia e Turchia.

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