Congedo straordinario retribuito: a cambiare residenza può essere il disabile?

Lorenzo Rubini

17 Maggio 2021 - 15:25

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Si parla molto spesso, in ambito congedo straordinario retribuito, del cambio di residenza del caregiver. Ma a cambiare residenza può essere il disabile?

Congedo straordinario retribuito: a cambiare residenza può essere il disabile?

Un dei requisiti fondamentali per avere diritto al congedo straordinario di 24 mesi per assistere un familiare disabile, è quello della coabitazione tra assistente e assistito. Ma questo requisito può essere soddisfatto solo nel caso che a cambiare residenza sia il caregiver?

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Salve,
Ho letto il vostro articolo in merito alla discussione sull’argomento:
"Congedo straordinario per assistere la mamma: serve cambio di residenza”….
AVREI UN DUBBIO, vi faccio una domanda:
Per usufruire del congedo straordinario dei due anni, secondo voi è la stessa cosa far cambiare la residenza al disabile e portarlo nel mio stato di famiglia? Anziché cambiare io la residenza e andare nel suo stato di famiglia…
Oppure comporta qualche problema o limitazioni? Grazie In anticipo”

Congedo straordinario retribuito e cambio residenza

La normativa non stabilisce chi deve cambiare residenza e chi no, ma richiede solo e solamente che il caregiver ed il disabile con gravità abbiano coabitazione. Il requisito della coabitazione è soddisfatto quando sia convivenza che residenza coincidono (ma il cambio di residenza può essere evitato nel caso della richiesta di dimora temporanea o nel caso che assistito e assistente vivano nello stesso stabile, allo stesso indirizzo ma in interni diversi dello stesso numero civico).

Molto probabilmente viene preso in considerazione nella maggior parte dei casi il cambio di residenza del caregiver perché il disabile, soprattutto se anziano, può avere difficoltà a lasciare la propria abitazioni e le proprie abitudini per trasferirsi in una casa in cui vivono altre persone. In alcune situazioni particolari, poi, potrebbe essere che la casa del disabile sia adibita con l’abbattimento delle barriere architettoniche che permettono, di fatto, una maggiore autonomia dell’invalido.

Ma se non si presentano problematiche di questo genere è indifferente che a cambiare la propria residenza sia il caregiver o lo stesso disabile, cosa determinante, invece, è che al momento della richiesta del congedo straordinario retribuito entrambi abbiano la stessa residenza e che, quindi, al disabile sia garantita la cura e l’assistenza in modo continuativo.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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