Congedo straordinario: il diritto a fruirne non scala per età

Il congedo straordinario viene riconosciuto all’avente diritto in base all’ordine di priorità familiare vincolante e scala solo per mancanza, decesso o patologia invalidante del titolare.

Congedo straordinario: il diritto a fruirne non scala per età

Il congedo straordinario retribuito regolato dalla legge 151 del 2001 permette, in base ad un ordine di priorità vincolante, di fruire di un massimo di 24 mesi coperti da indennità e contribuzione figurativa, per assistere e prendersi cura di un familiare convivente con grave handicap in base alla legge 104 del 1992.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Buona sera, usufruisco del permesso 3 giorni mensili della L104 /92 da circa 8 anni per mia sorella affetta da una patologia neurologica degenerativa.
Io lavoro e risiedo a Parma, non sono sposata e non ho figli.
Mia sorella vive con mia madre, (83^ enne e con problemi seri di salute) in provincia di Caserta. Mio padre è venuto a mancare 3 anni fa’.
Ho altre 2 fratelli sposati e con figli.
La situazione è degenerata negli ultimi mesi, mia madre non è più in grado di garantire una assistenza a mia sorella.
Stavo pensando di prendermi un’aspettativa, ma ho il mutuo da pagare...Sono venuta a conoscenza di questo congedo straordinario della L104 retribuito per assistere un familiare gravemente invalido.
Chiedevo se facendo richiesta del domicilio temporaneo presso casa di mia sorella posso usufruire del concedo per poter assistere sia lei che mia madre.
Ho paura di perdere il lavoro, sono preoccupata per loro e allo stesso tempo «impaurita» di chiedere al mio datore di lavoro questo congedo. Lavoro da quasi 20 anni in una clinica privata accreditata, sono un tecnico sanitario di radiologia.
Spero mi possiate aiutare e guidare in una scelta importante che in questi giorni non mi fa dormire. Vi ringrazio anticipatamente per una vostra attenzione dandomi una cortese risposta.”

Congedo straordinario retribuito e ordine familiare di priorità

Il diritto di fruizione del congedo straordinario retribuito di 24 mesi spetta, nell’ordine, ai seguenti familiari:

  • coniuge convivente
  • genitori anche non conviventi
  • figli conviventi
  • fratelli o sorelle conviventi
  • parenti e affini entro il terzo grado conviventi
  • figlio non convivente (che deve però provvedere a convivere con il disabile all’inizio della fruizione).

Avente diritto al congedo straordinario, quindi, è la madre dell’invalido e tale diritto scala ai familiari successivi solo in caso di mancanza, decesso o patologia invalidante del titolare del diritto. (Per sapere quali sono le patologie invalidanti che fanno scalare il diritto del congedo straordinario invito alla lettura dell’articolo di approfondimento: Congedo straordinario legge 104: quali patologie invalidanti dell’avente diritto?).

Se sua madre, quindi, non è affetta da una delle patologie invalidanti previste, non è possibile che a fruire del congedo sia lei. I familiari aventi diritto, infatti, possono anche essere molto anziani. L’età avanzata di sua madre, di conseguenza, non costituisce un elemento che faccia scalare l’ordine di priorità per la fruizione del congedo.

Per rispondere, infine, agli altri suoi dubbi, durante la fruizione del congedo straordinario si ha diritto alla conservazione non solo del posto di lavoro ma anche della mansione svolta. Anche se il diritto alla conservazione del posto di lavoro, in ogni caso, è volto solo ad assicurare al caregiver un trattamento economico nel periodo di assistenza al disabile e non pone delle limitazioni al potere, legittimo, del datore di lavoro di porre fine al rapporto di lavoro.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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