Congedo straordinario 24 mesi: quando scala il diritto?

Lorenzo Rubini

4 Febbraio 2021 - 13:12

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Il congedo straordinario retribuito rispetta un preciso e vincolante ordina di priorità familiare. Quando scala?

Congedo straordinario 24 mesi: quando scala il diritto?

Il congedo straordinario retribuito consente al lavoratore dipendente di accudire un familiare con grave handicap ai sensi della legge 104, ricevendo in cambio una indennità pari all’ultima retribuzione base ricevuta prima dell’interruzione del lavoro e una copertura contributiva per l’intero periodo.

A differenza del permessi legge 104, però, il congedo viene concesso in base ad un preciso e vincolante ordine di priorità familiare che scala solo in caso di decesso, mancanza o patologia invalidante dell’avente diritto.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

Salve,
ho mia madre con 104 comma3 punto 3 io convivo con lei (stessa residenza) mio padre 63 anni anche lui convivente, 1 anno fa e stato attestato dall’usl di competenza diabete mellito di tipo 2, successivamente ha avuto anche ipertensione . Posso chiedere io il congedo straordinario (legge 151) basta l’attestazione dell’usl di un anno fa oppure occorre altro? Un certificato dal medico di famiglia che dichiara esplicitamente che mio padre non può assistere mia madre?”

Congedo straordinario e ordine di priorità

La normativa che regola il congedo individua nell’ordine i seguenti familiari aventi diritto:
1. il coniuge a patto che sia convivente
2. il padre o la madre anche non conviventi con il figlio disabile
3. uno dei figli conviventi della persona con handicap grave
4. uno dei fratelli o sorelle conviventi della persona disabile
5. un parente/affine entro il terzo grado convivente della persona disabile

Il congedo può scalare all’avente diritto successivo solo nel caso che il titolare del diritto sia deceduto, mancante o egli stesso affetto da patologie invalidanti.

Le patologie invalidanti che fanno scalare l’ordine di priorità familiare del congedo sono individuate dal Decreto Interministeriale numero 278 del 21 luglio del 2000 e sono nello specifico:

  • patologie croniche o acute che vanno a determinare, anche solo temporaneamente, la perdita dell’autonomia personale
  • patologie croniche o acute che richiedono un’assistenza continuativa e monitoraggi frequenti
  • patologie croniche o acute che prevedono la partecipazione nel trattamento sanitario
  • patologie dell’infanzia o dell’età evolutiva che abbiano le caratteristiche indicate nei 3 punti precedenti e che richiedano programma di riabilitazione o terapeutico in cui debba essere coinvolto anche il genitore.

Non basta, quindi, la dichiarazione del medico curante per fare in modo che il diritto di assistenza con congedo straordinario a sua madre passi da suo padre a lei, ma è necessario che suo padre sia affetto da una delle patologie invalidanti sopra riportate.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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