Conditi (Moneta Positiva) su Euro: “L’inganno della moneta creata dal nulla”

Fabio Conditi, presidente dell’Associazione Moneta Positiva, è l’ospite della nona puntata di Testa o Croce. Ecco il suo punto di vista su Euro e sovranità monetaria.

“Non abbiamo mai ceduto la sovranità monetaria e dunque potremmo benissimo riprendere ad esercitarla”. A parlare è Fabio Conditi, presidente dell’Associazione Moneta Positiva, ospite della nuova puntata di Testa o Croce. Egli trova fuorviante il dibattito sull’Euro e punta il dito sulla vera questione: come si crea il denaro e come viene utilizzato?

La crisi finanziaria

“Nel 2007 ho vissuto in prima persona da ingegnere la crisi dei mutui subprime. Nel settore edile si era trattato di una crisi reale, non derivava dalla mancanza di beni, servizi o da una scarsa domanda. Il problema era strettamente finanziario. Nel 2006 le banche ti regalavano i soldi senza garanzie e solo un anno dopo non te li davano più. Ero sconvolto: stesso Paese, stesse maestranze, stessi parametri, come facevano le banche a non avere improvvisamente più soldi? Li avevano finiti? Avevano perso la formula per crearli?

Avendo meno lavoro ho iniziato ad approfondire la questione monetaria, anche incontrando meravigliose persone lungo il mio percorso. Con loro ho ricostruito il puzzle. Le domande complicate a cui rispondere erano tre: chi crea i soldi, come li crea e dove li mette. Queste informazioni non le trovi nelle università o sui libri di macroeconomia. Noi Abbiamo trovato le risposte”.

Trattati europei non rispettati

“Se la moneta è la nostra perché ce la prestano? Così si chiedeva molti anni fa Beppe Grillo in un famoso spettacolo. Ci hanno convinto che lo Stato debba prendere i soldi in prestito perché non è capace di produrlo. L’unico soggetto che può creare denaro al mondo però è proprio lo Stato. Dalle carte, dalle analisi giuridiche, dai trattati europei e dalla nostra Costituzione, si evince che la sovranità monetaria appartiene ancora allo Stato, che per questo diritto esclusivo percepisce il signoraggio sulle monete metalliche e sulle banconote.

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Lo Stato in qualunque momento potrebbe riaffermare questo suo diritto per uscire dalla crisi, per attuare la Costituzione e anche gli obiettivi dell’Unione Europea. L’art.3 del trattato Ue prevede infatti la piena occupazione, la crescita economica equilibrata, il progresso sociale. Non c’è solo la tanto sventolata stabilità dei prezzi.

Il governatore della Bce Mario Draghi dove li ha presi i soldi per il quantitative easing? Ha forse un caveau sottoterra? Stiamo parlando 2600 miliardi al ritmo di 80 miliardi al mese. Una cifra con cui sarebbe possibile costruire un milione di appartamenti da 100 mq ogni mese. I soldi creati vengono girati a banche e mercati finanziari e mai destinati all’economia reale, e questo è contrario agli stessi obiettivi della Bce.

Se firmo un contratto in cui ci sono quegli obiettivi e tu non me lo fai raggiungere, quel contratto è valido? L’Italia dovrebbe inchiodare l’Ue alle sue responsabilità. Gli obiettivi definiti sono stati raggiunti? Nemmeno uno, neanche la stabilità dei prezzi”.

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Creare denaro dal nulla

“Nel 1971, per la prima volta nella storia dell’umanità, la moneta si sgancia da qualsiasi valore reale, dall’oro in particolare. Fino a quel momento il suo valore era determinato dalla sua capacità di essere convertibile in oro e questo ne garantiva il valore indipendentemente dalla fiducia nello strumento monetario.

Cadendo quel valore, si è ottenuta una moneta fiduciaria, una rappresentazione convenzionale di un valore. In questo nuovo scenario conta molto la natura del soggetto che emette questa moneta. Se sono un’istituzione in grado di poterla garantire, il valore fiduciario sarà alto. Se sono un soggetto privato che ne abusa e la usa non nell’interesse di tutti, diventerà una moneta speculativa che permetterà a poche persone di arricchirsi a scapito di tutti gli altri. Prima di questa rivoluzione lo Stato finanziava più del 50% del debito pubblico tramite il Tesoro, attraverso le proprie risorse monetarie. L’altra porzione veniva creata dalla Banca D’Italia, quando era controllata dallo Stato.

Quando emetteva titoli di Stato li collocava nei mercati ma stabilendo in anticipo il tasso di interesse. In caso di invenduto venivano comprati dalla Banca D’Italia a richiesta dello Stato: utilizzando i titoli come sottostante, creava moneta elettronica al passivo del proprio bilancio. Lo Stato creava più o meno moneta a seconda si trattasse di una fase espansiva o di una fase di recessione.

Dopo il 1971 da una sovranità tutta in capo allo Stato siamo arrivati ad una sovranità autolimitata, autorizzando la Banca D’Italia ad emettere moneta ma non più sotto controllo dello Stato ma in modo indipendente dai governi. Questo potere è poi passato alla Bce ed infine trasferito alle banche private che in Europa creano il 97% della moneta che utilizziamo. Creano moneta dal nulla. Mi aprono un conto, se chiedo 100.000 euro li accreditano con il meccanismo della partita doppia, nell’attivo di bilancio mettono il contratto di mutuo con le garanzie ipotecarie, quindi creano denaro con le nostre garanzie. E su quel denaro paghiamo anche gli interessi.

Se posso creare il denaro dal nulla, lo darò a chi mi darà la massima convenienza. Infatti dalle tabelle della Banca D’Italia si evince che tutto il denaro creato viene immesso per le speculazioni finanziarie e sulle bolle immobiliari. Ai cittadini ed alle aziende arriva meno del 10%. Aver lasciato al sistema bancario la decisione di creare il denaro ed anche la sua destinazione significa solo favorire interessi di pochi. Quello che fa fallire una banca non sono i piccoli risparmiatori, ma i grandi prestiti non restituiti concessi agli amici degli amici. Se creo al passivo grandi somme di denaro ed all’attivo non ho garanzie reali, la banca poi deve coprire la cifra prestata messa in circolazione, prima con il patrimonio poi con i propri capitali fino ad arrivare ai depositi dei correntisti”.

Una sovranità mai ceduta

L’art. 1 della nostra Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo, quindi anche quella monetaria e fiscale. Non si può cedere, e quindi non è stata mai ceduta. In nessun trattato c’è scritto che la sovranità monetaria sia stata ceduta. Ad essere ceduta è stata la politica monetaria, sempre stata appannaggio delle banche centrali. Si sono solo trasferite le competenze della Banca D’Italia alla Bce.

Secondo l’art. 117 della Costituzione la moneta è di competenza esclusiva dello Stato, quindi la sovranità monetaria è ancora di nostra competenza, quella relativa alle monete metalliche, alle monete di stato, fiscali o virtuali: questo tipo di moneta non è citata dai trattati e non è mai stata trasferita alla Bce quindi è di competenza dello Stato Italiano. Nel testo unico bancario, art. 114 bis, si dice che la moneta elettronica può essere prodotta dallo Stato, dalle Regioni e dalle amministrazioni locali. Se posso creare moneta elettronica perché la devo prendere in prestito?

Ci scontriamo con un problema psicologico, veniamo bombardati con messaggi fuorvianti. Tipo che i soldi si devono trovare per forza da qualche parte, invece il denaro si può creare. Da dove viene il denaro che abbiamo nelle tasche? Qualcuno deve averlo creato prima di prenderlo in prestito. Come hanno creato i soldi? I mercati finanziari da dove prendono i soldi per acquistare i titoli di Stato? Prendono il titolo di Stato, vanno in una banca e in cambio di quel titolo ricevono moneta elettronica. Perché lo Stato non ha una banca pubblica con cui poter fare lo stesso giochino? Il dibattito pro o contro l’Euro è piuttosto ingannevole per evitare di affrontare il vero problema.

La vera domanda è: come mai abbiamo dato alle banche private, al sistema bancario, il potere di creare il 99,7% di tutto il denaro che utilizziamo? Il denaro viene creato dalle banche private. Perché abbiamo appaltato uno degli elementi più importanti dell’economia che dovrebbe essere creato nell’interesse di tutti e viene invece creato nell’interesse di pochi?

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