Concorsi scuola: preselettiva a rischio per quelli già banditi?

Teresa Maddonni

12/04/2021

13/04/2021 - 12:28

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Concorsi scuola: la preselettiva potrebbe essere a rischio per l’ordinario infanzia e primaria e per la secondaria di I e II grado già banditi qualora il Miur decidesse di applicare le nuove regole del ministro Brunetta che è intervenuto sulla questione.

Concorsi scuola: preselettiva a rischio per quelli già banditi?

Concorsi scuola: la preselettiva è a rischio per quelli già banditi?

Ormai i dubbi sono tanti sui concorsi scuola ordinari per infanzia e primaria e per la secondaria di I e II grado.

L’ultimo decreto Covid ha stabilito infatti come ripartono i concorsi pubblici dal prossimo 3 maggio con una procedura semplificata che prevede tra le altre cose l’eliminazione della preselettiva per la prima scrematura nelle procedure.

I concorsi scuola ordinari tuttavia sono stati bandi un anno fa, il 28 aprile 2020, insieme allo straordinario già espletato e conclusosi a febbraio 2021.

Non ci sono le date delle prove per i concorsi scuola ordinari e sebbene già banditi le modalità, leggendo il decreto, potrebbero ancora cambiare.

A intervenire sulla questione della preselettiva per i concorsi pubblici è il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta sebbene in merito al comparto scuola restino ancora molti interrogativi.

Concorsi scuola ordinari: preselettiva a rischio?

Per i concorsi scuola ordinari la preselettiva potrebbe essere a rischio qualora il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi decidesse di dar seguito a quanto prescritto nel decreto Covid.

Lo stesso vale per tutta l’architettura delle prove prevista dai bandi in Gazzetta Ufficiale da un anno. A intervenire spiegando la questione della preselettiva e dei concorsi pubblici in generale è stato il ministro Brunetta stesso all’Huffpost.

Il decreto Covid stabilisce nel dettaglio l’eliminazione della preselettiva e la possibilità di valutazione dei titoli anche per i concorsi i cui bandi sono stati già pubblicati, ma senza che nessuna attività avviata e nel perdurare dello stato di emergenza.

Queste misure potrebbero andare a toccare anche i concorsi scuola ordinari per i quali ancora non è stata prevista neanche una data di avvio della preselettiva. Nel dettaglio il decreto Covid sui concorsi pubblici recita quanto segue:

“Fino al permanere dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020, per le procedure concorsuali i cui bandi sono pubblicati alla data di entrata in vigore del presente decreto le amministrazioni di cui al comma 1 prevedono, qualora non sia stata svolta alcuna attività, l’utilizzo degli strumenti informatici e digitali di cui al comma 1, lettera b), nonché le eventuali misure di cui al comma 2, nel limite delle pertinenti risorse disponibili a legislazione vigente. Le medesime amministrazioni, qualora non sia stata svolta alcuna attività, possono prevedere la fase di valutazione dei titoli di cui al comma 1, lettera c), dandone tempestiva comunicazione ai partecipanti nelle medesime forme di pubblicità adottate per il bando e riaprendo i termini di partecipazione, nonché, per le procedure relative al reclutamento di personale non dirigenziale, l’espletamento di una sola prova scritta e di una eventuale prova orale.”

Questo cosa significa? Che per i concorsi già banditi e da espletare in emergenza come quelli della scuola si può prevedere:

  • la valutazione dei titoli iniziale ai fini dell’ammissione alle successive fasi concorsuali. Come recita il comma 1 lettera c) I titoli e l’eventuale esperienza professionale, inclusi i titoli di servizio, possono concorrere alla formazione del punteggio finale (elemento questo che per i laureati senza servizio che vogliono accedere al concorso scuola senza esperienza potrebbe essere avvertito come un problema);
  • una prova scritta e una prova orale anche in videoconferenza.

Concorsi scuola con la nuova procedura: i chiarimenti di Brunetta

Sulla possibilità di cambiare le carte in tavola a concorsi scuola banditi, e in generale per i concorsi pubblici, è intervenuto per chiarimenti il ministro Brunetta.

Scrivendo sull’Huffpost il neo ministro per la PA ha posto l’accento sui concorsi pubblici in generale soffermandosi anche su quelli già banditi tra i quali rientrano anche i concorsi scuola. Il ministro ha scritto:

Per i concorsi già banditi per i quali non sia stata svolta alcuna prova, le amministrazioni possono, non devono, prevedere una fase di valutazione dei titoli di studio legalmente riconosciuti ai fini dell’ammissione alle prove successive e possono prevedere una sola prova scritta e una eventuale prova orale.”

La fase di valutazione, spiega Brunetta, è obbligatoria per i concorsi banditi successivamente al decreto Covid. Sempre il ministro specifica:

“La novità è rendere obbligatoria la fase iniziale della valutazione dei titoli di studio legalmente riconosciuti per l’ammissione alle prove successive, al posto dei test preselettivi a crocette. Una decisione coerente con le pratiche internazionali, ad esempio quella europea di Epso.”

Lo stesso ministro rassicura che non è prevista una discriminazione per chi non ha titoli di servizio nella PA perché “servizio ed esperienza, insieme ai titoli di studio, potranno soltanto concorrere alla formazione del punteggio finale.”

Al momento quindi, stando alle indicazioni del ministro Brunetta, dovrà essere il Miur a stabilire o meno la possibilità di eliminare la preselettiva e di intervenire sui bandi riducendo a una sola prova scritta le due previste.

Al momento non si hanno notizie in merito, solo un eventuale decreto di modifica dei bandi da parte del Miur dei concorsi scuola ordinari già banditi potrà eliminare la preselettiva. Si attendono pertanto eventuali indicazioni.

Iscriviti alla newsletter