Ciao Renzi: martedì Conte-ter con i responsabili o elezioni a giugno

Alessandro Cipolla

15 Gennaio 2021 - 09:00

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La crisi di governo innescata da Italia Viva potrebbe sancire la fine politica per Matteo Renzi. Martedì al Senato dovrebbe nascere il Conte-ter grazie all’arrivo dei responsabili, con l’unica alternativa che è un esecutivo pilota che traghetti il Paese a delle elezioni a Giugno: in entrambi i casi, per l’ex premier sarebbe una sorta di sconfitta.

Ciao Renzi: martedì Conte-ter con i responsabili o elezioni a giugno

Questa volta a Matteo Renzi la mossa del cavallo non sembrerebbe essere riuscita. La crisi di governo aperta con le dimissioni delle ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, potrebbe infatti rivelarsi un autentico boomerang per l’ex premier.

Questo non solo per la valanga di commenti social negativi o per gli hashtag più di tendenza che condannano il suo strappo, ma soprattutto per quel meccanismo a mò effetto domino che la conferenza stampa di mercoledì ha innescato nei corridoi di palazzo.

Il sentore è che Renzi, definito ieri dal Financial Times “demolition man”, adesso sia stato scaricato un po’ da tutti: il PD furioso è determinato a tagliare i ponti con lui, mentre sarebbero diversi i parlamentari di Italia Viva con le valigie in mano pronti a restare nel perimetro della maggioranza.

Quando lunedì Giuseppe Conte si presenterà alla Camera, ma soprattutto il giorno dopo al Senato, potrebbero materializzarsi i responsabili, adesso ribattezzati costruttori, pronti a garantire in Parlamento quei voti necessari al premier per andare avanti senza i renziani.

Se questa operazione non dovesse riuscire, ma al momento tutto farebbe pensare che un Conte-ter sia in rampa di lancio, l’unica alternativa credibile sul campo sarebbe quella di un governo pilota, retto da Luciana Lamorgese o Marta Cartabia, che accompagni il Paese a delle elezioni anticipate che si terrebbero a giugno.

Renzi all’angolo

A meno di clamorose novità nei prossimi giorni, nella recente politica italiana non si può dare mai nulla per scontato, tutti gli scenari più probabili per uscire da questa crisi di governo sembrerebbero essere sfavorevoli a Matteo Renzi.

Un nuovo governo guidato da Giuseppe Conte senza Italia Viva sarebbe una pessima notizia per l’ex premier, che così resterebbe fuori dalla gestione del Recovery Plan e dall’importante partita delle nomine che sarà affrontata in primavera.

All’opposizione, verrebbe meno anche quel clamore mediatico che di recente ha accompagnato ogni sua dichiarazione. In più se come pare Riccardo Nencini dovesse restare nella maggioranza, si porterebbe con lui il simbolo del Psi fondamentale per l’esistenza di un gruppo parlamentare di Italia Viva al Senato.

Difficile poi all’opposizione anche una risalita nei sondaggi, vista pure la concorrenza di Carlo Calenda con Azione che starebbe continuando a crescere secondo le intenzioni di voto stoppando così ogni velleità di rilancio per IV.

Sempre stando ai sondaggi, in caso di elezioni anticipate a giugno Italia Viva al momento rischierebbe seriamente di non superare la soglia di sbarramento, a meno di un listone unitario con le altre forze moderate non disposte ad allearsi con il PD.

Per Matteo Renzi così il futuro politico appare in questo momento plumbeo: fuori dalla maggioranza di governo, nonostante i buoni rapporti con Joe Biden diventerebbe difficile anche un suo possibile approdo alla NATO.

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