Chi sono i nuovi vertici UE? (INFOGRAFICA)

Flavia Provenzani

3 Luglio 2019 - 11:58

3 Luglio 2019 - 12:33

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Lagarde alla presidenza BCE, il belga Charles Michel alla guida del Consiglio europeo, lo spagnolo Josep Borrell alla politica estera e Ursula von der Leyen presidente della Commissione UE: ecco chi sono i nuovi vertici dell’Unione Europea.

Chi sono i nuovi vertici UE? (INFOGRAFICA)

I leader dell’Unione Europea hanno concordato sulle nomine agli incarichi dei vertici UE, dopo un lungo summit iniziato domenica segnato da numerosi disaccordi.

Il ministro della difesa tedesco Ursula von der Leyen è stata nominata come candidata a nuovo presidente del braccio esecutivo del blocco, la Commissione Europea.

La francese Christine Lagarde è stata proposta per la presidenza della Banca Centrale Europea, il belga Charles Michel come presidente del Consiglio europeo e lo spagnolo Josep Borrell come alto rappresentate della politica estera dell’UE.

Analizziamo i profili dei nuovi quattro vertici europei, riassunti nella infografica realizzata da Money.it.

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea

Ursula von der Leyen, classe 1958, è una politica tedesca dell’unione cristiano-democratica. Dal 2013 è ministro della difesa della Germania, la prima donna a ricoprire tale incarico. È l’unico ministro ad aver mantenuto il proprio ruolo in tutti e quattro i governi della cancelliera Angela Merkel. Dal 2005 al 2009 von der Leyen è stata ministro degli affari familiari e della gioventù, e dal 2009 al 2013 ministro del lavoro e degli affari sociali.

Von der Leyen è figlia di un funzionario europeo presso la Commissione Europea a partire dal 1958, anno in cui è stata istituita. È nata a Ixelles, Bruxelles e ha vissuto lì fino all’età di 13 anni. Nel 1971, la famiglia si è trasferita in Bassa Sassonia, dove suo padre fu primo ministro dal 1976 al 1990. Nel 1991, von der Leyen si è laureata in medicina.

Nel 2010, era la candidata della Merkel alla presidenza in Germania, ma la sua candidatura è stata bloccata da una parte più conservatrice della CDU/CSU. Nel 2015, quando l’Ungheria ha usato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni contro i rifugiati al confine serbo-ungherese, von der Leyen ha definito le misure del primo ministro Victor Orban «non accettabili e contro le nostre regole europee».

La politica è una federalista europea convinta, a favore degli stati uniti d’Europa e della creazione di un esercito europeo a lungo termine.

Charles Michel, presidente del Consiglio UE


Charles Michel, classe 1975, è il primo ministro del Belgio. È figlio di Louis Michel, ex commissario europeo per lo sviluppo e gli aiuti umanitari. Dal 2007 al 2010 Michel è ministro per gli aiuti allo sviluppo in quattro diversi governi belgi. Alla guida di uno di questi vi era il primo ministro Herman Van Rompuy, il primo presidente del Consiglio europeo, in carica dal 2009 al 2014.

Nel 2010 Michel si è dimesso da ministro per diventare presidente del partito liberale francofono belga, il Mouvement Reformateur (MR ). In questa posizione ha partecipato ai negoziati per la formazione del governo belga nel 2014. Di tale governo Michel è diventato primo ministro in circostanze piuttosto straordinarie.

Il lato fiammingo del governo era composto da tre partiti, mente il MR era l’unico partito dalla parte francofona. Il governo alla fine è crollato quando il più grande partito fiammingo, l’NVA, ha abbandonato la sua posizione nel dicembre 2018, quando Michel ha firmato il Patto mondiale sulla Migrazione delle Nazioni Unite con il sostegno degli altri due partiti fiamminghi. Il governo ha proseguito fino alle elezioni di maggio 2019 senza una maggioranza in parlamento.

Gli insider della politica belga descrivono Michel non come un visionario ma come un negoziatore - una qualità di cui non si può fare a meno se si guida un Paese complicato come il Belgio.

Josep Borrell, a capo degli Affari Esteri UE

72 anni e ministro degli Esteri spagnolo, Josep Borrell compie il suo ritorno alla politica di alto livello dell’UE dopo aver guidato il Parlamento europeo tra il 2004 e il 2007. Prima di assumere il ruolo di guida della politica estera dell’UE, si è distinto dirigendo l’opera diplomatica europea nella crisi del Venezuela e facendo campagna contro l’indipendenza catalana. Ha anche definito il presidente statunitense Donald Trump un «cowboy» per aver minacciato l’intervento militare a Caracas e aver proposto la costruzione di un muro anti-migranti nel deserto del Sahara.

Borrell ha origini umili, figlio di un fornaio in un villaggio tra le montagne del nord della Catalogna. Ha anche lavorato in cantieri, fattorie, ristoranti e vigneti in gioventù. Si è formato come ingegnere a Madrid e ha conseguito dei master negli Stati Uniti e in Francia.

Si è unito al partito socialista, il PSOE, nel 1975 ed è entrato in politica nel 1979 con la carica di consigliere a Madrid. Ha poi ricoperto le cariche di segretario di stato e ministro delle opere pubbliche e dei trasporti prima di diventare presidente del partito nel 1998. Negli anni ‘80 si è schierato contro una nota star del flamenco, Lola Flores, in un famigerato caso di evasione fiscale, ma in seguito si è dimesso da capo del partito dopo un’indagine per frode e più recentemente è stato multato per 30.000 euro per operazioni di insider trading in un’impresa energetica.

Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea


Attuale direttore del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Christine Lagarde è stata scelta per guidare la Banca Centrale Europea.
Lagarde è ex ministro francese delle finanze e avvocato e ha preso le redini del FMI dopo che il suo predecessore Dominique Strauss-Kahn si è dimesso nel 2012 per accuse di violenza sessuale e stupro.

La nomina di Lagarde è stata annunciata in un tweet dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk a seguito di un incontro tra i vertici UE iniziato domenica. Nonostante la sua nomina debba ancora essere confermata dal Parlamento europeo - il voto di martedì, da parte dei capi degli stati europei, è stato solo il primo passo - la nomina la rende a tutti gli effetti la prima donna a capo della politica monetaria europea.

Lagarde succederà all’attuale presidente della BCE Mario Draghi, che ricopre il ruolo dal 2011 e il cui mandato scade il 31 ottobre. Draghi lascia il suo incarico tra l’incertezza che avvolge l’euro e la politica monetaria europea; ha recentemente parlato di tagli dei tassi d’interesse e del programma QE, nonostante i livelli di disoccupazione ai minimi di 10 anni e l’inflazione che viaggia a circa la metà dell’obiettivo della BCE del 2%.

Come direttore del FMI - la prima donna ad esserlo - Lagarde siede al timone di un’organizzazione di 189 Paesi che lavora per garantire la stabilità del sistema monetario globale, promuovere il commercio internazionale e la crescita economica e ridurre la povertà. Ha a disposizione circa 1 trilione di dollari da dedicare a dei prestiti a favore dei suoi membri - soldi che Lagarde ha usato per sorvegliare i salvataggi di Paesi come la Grecia e l’Argentina.

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