Carta del Docente, nuove regole per il 2018: ecco cosa cambia

Il MIUR annuncia nuove regole per il bonus insegnanti: non sarà più cumulabile per più di due anni. Intanto i sindacati chiedono di utilizzarne i fondi per il rinnovo del contratto.

Carta del Docente, nuove regole per il 2018: ecco cosa cambia

Carta del Docente 2018: emergono importanti novità dopo l’ultimo incontro tra i sindacati e i rappresentanti del MIUR. Elemento centrale della discussione è stata la cumulabilità del bonus insegnanti di 500 euro, vista la difficoltà che in viale Trastevere stanno riscontrando nell’erogazione delle somme non spese negli scorsi anni.

Ad oggi, infatti, sulla piattaforma la Carta del Docente sono stati accreditati solamente i 500 euro riconosciuti agli insegnanti per l’ a.s. 2017-2018: le somme non spese nei due anni precedenti, invece, dovrebbero essere versate tra qualche giorno (entro la fine dell’anno).

Per questo motivo i rappresentanti del MIUR che hanno preso parte all’incontro hanno annunciato un cambio di regole per il bonus insegnanti, stabilendo che questo non potrà essere cumulato per più di due anni.

Il tutto mentre i sindacati hanno avanzato un’importante proposta in sede di contrattazione per il rinnovo del contratto: rendere il bonus insegnanti di 500 euro strutturale in busta paga, così da renderlo parte della retribuzione.

In attesa di scoprire quale sarà la risposta dell’Aran in merito, vediamo cosa cambierà nell’immediato futuro per il bonus docenti e quali novità entreranno in vigore già da quest’anno.

Carta del Docente 2018: bonus insegnanti non cumulabile

Nell’incontro con i sindacati il MIUR ha rassicurato gli insegnanti, ribadendo che le somme del bonus insegnanti non spese nel 2016 e nel 2017 saranno accreditate nel borsellino elettronico della Carta Docente nel mese di dicembre.

Da quest’anno però il bonus non potrà più essere cumulato all’infinito: i 500 euro andranno spesi entro il termine di due anni, pena la loro perdita. Quindi, quanto riconosciuto per l’a.s. 2017-2018 andrà speso entro il 31 agosto del 2019.

Un cambiamento necessario per impedire agli insegnanti di cumulare quanto più possibile per poi spenderlo quando se ne riscontra la necessità. Una pratica che ha provocato non pochi problemi al Ministero dell’Istruzione, che in questi giorni sta ancora lavorando per completare le procedure necessarie per l’accredito delle somme non spese nei due anni precedenti.

Per questo motivo i rappresentanti di viale Trastevere hanno annunciato una nuova scadenza per le somme cumulate che verranno restituite nei prossimi giorni: queste andranno spese entro il 31 agosto 2018, dopodiché gli insegnanti non potranno più utilizzarli.

Carta del Docente strutturale in busta paga?

Mentre il MIUR ha comunicato ai sindacati il cambio di regole per la Carta del Docente, questi hanno avanzato alcune proposte per il suo utilizzo ai fini del rinnovo del contratto.

Nel dettaglio i sindacati chiedono che le risorse stanziate per la Carta del Docente vengano riutilizzate per garantire un aumento di stipendio superiore agli 85 euro lordi annunciati dall’amministrazione.

Conti alla mano, se la Carta del Docente dovesse essere riutilizzata per il rinnovo contrattuale - non solo degli insegnanti ma anche del personale ATA - i dipendenti del comparto scuola riceverebbero circa 15€ netti in busta paga. Qualora invece i 350 milioni della Carta del Docente venissero utilizzati solamente per il contratto degli insegnanti, questi avrebbero un aumento di circa 18 euro netti, da aggiungere ai famosi 85 euro.

Insomma, queste risorse sarebbero appena sufficienti per il ripristino degli scatti congelati nel 2013. Cosa ne pensano gli insegnanti in merito? Meglio avere la garanzia di 500 euro l’anno - da spendere solamente per determinati acquisti - oppure è preferibile avere più risorse da destinare al rinnovo del contratto? Scrivete il vostro pensiero in merito nello spazio dedicato ai commenti che trovate di seguito.

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