Buona Scuola: per la Consulta è incostituzionale, ecco perché

Simone Micocci

22/12/2016

22/12/2016 - 11:28

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Buona Scuola, ultime notizie: la Corte Costituzionale ha accolto il ricorso presentato da Puglia e Veneto dichiarando incostituzionali due punti della legge 107/2015.

La Buona Scuola, la legge 107 del 2015 che ha introdotto diverse novità nel sistema scolastico italiano, è incostituzionale.

Lo ha stabilito la Corte Costituzionale nella sentenza depositata ieri, mercoledì 21 dicembre, in cui è stato accolto il ricorso fatto dalle Regioni Puglia e Veneto riguardo ad alcuni punti della legge sulla Buona Scuola.

Come vedremo di seguito nel dettaglio, i punti incostituzionali sono quelli che riguardano l’edilizia scolastica e gli asili.

I docenti però speravano anche nell’accoglimento del ricorso presentato da alcune regioni riguardo altri punti della Buona Scuola, specialmente quello relativo agli ambiti territoriali. Ma non è stato così dal momento che tutti gli altri ricorsi sono stati respinti. Nessuna incostituzionalità quindi per i commi 66 e 74 che istituiscono gli ambiti territoriali e le reti di scuole. Secondo la consulta gli ambiti territoriali, da cui confluiscono i docenti per la chiamata diretta, sono legittimi, così come il bonus premiale (o merito) erogato dal Miur ogni anno.

La Buona Scuola quindi è incostituzionale, ma solamente per alcuni punti. Vediamo nel dettaglio quali sono analizzando la sentenza depositata dalla Consulta nella giornata di ieri.

La Buona Scuola è incostituzionale, ecco perché

La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso presentato da Puglia e Veneto, dichiarando come incostituzionali due punti della legge 107/2015.

Nel dettaglio, sotto la lente d’ingrandimento della Corte Costituzionale è finita la parte della Buona Scuola relativa all’edilizia e quella sugli asili. Legittimi invece sia gli ambiti territoriali che il bonus premiale.

La prima parte ad essere incostituzionale è quella affrontata nell’articolo 1, comma 153, della Buona Scuola in cui si parla di interventi per la costruzione di scuole innovative. Secondo la Corte questo punto è incostituzionale poiché non prevede il parere della Conferenza unificata prima dell’emanazione del decreto di ripartizione delle risorse da parte del Ministro dell’Istruzione.

Riguardo alla delega al governo sui servizi per la scuola dell’infanzia, la Consulta ha individuato un altro punto incostituzionale. Infatti, la Corte Costituzionale ha ribadito che l’individuazione degli standard strutturali, organizzativi e qualitativi dei servizi educativi per l’infanzia non è di competenza del Governo, ma del legislatore regionale. “Di qui l’illegittimità costituzionale della disposizione impugnata”, ha concluso la Consulta.

La Buona Scuola è incostituzionale: salta la riforma dell’infanzia?

Quest’ultimo punto potrebbe avere delle conseguenze sulla delega governativa con cui verrà avviata la riforma della scuola d’infanzia. Come abbiamo appena visto, infatti, la Corte Costituzionale ha dichiarato che spetta alla Regione individuare gli standard strutturali e organizzativi per la scuola d’infanzia, e non allo Stato.

E pensare che la delega sull’infanzia dovrebbe essere la prima ad essere approvata dalla nuova amministrazione guidata da Stefania Fedeli, mentre per le altre si prospetta un rinvio. A questo punto però la nuova Ministra dell’Istruzione potrebbe essere costretta a rivedere i propri piani.

Tuttavia, la senatrice del PD Francesca Puglisi si è detta tranquilla riguardo alla delega all’infanzia, poiché secondo lei non c’è alcun profilo di incostituzionalità:

Disegna solo i livelli di qualità e le norme generali, lasciando a Regioni e Comuni l’organizzazione dei servizi. L’altra cosa importante è che prevede che prima di adottare gli standard ci siano intese con gli organi locali, quindi non vedo alcuna incostituzionalità.

Leggi anche-Riforma della scuola: addio al tirocinio per diventare insegnanti e agli Invalsi.

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