Btp 30 anni e titoli di stato, dove c’è valore per investire ancora

Titoli di stato e Bot offrono ormai rendimenti irrisori. Spunti interessanti sulle lunghe scadenze e sul recente Btp a 30 anni

Btp 30 anni e titoli di stato, dove c'è valore per investire ancora

I rendimenti dei titoli di stato italiani ed esteri della Ue sono al lumicino da tempo. Anche la Grecia, dopo la fine del programma di aiuti, vede i prezzi dei propri bond governativi ai massimi e i rendimenti assottigliarsi sempre di più con il decennale che a mala pena garantisce il 4,5% di ritorno. Dove investire allora e quali rischi assumersi?

Investitori e risparmiatori sono così alla costante caccia di rendimenti sul tratto lungo della curva. Non è un caso che l’asta Btp a 30 anni via sindacato della scorsa settimana abbia riscontrato una risposta impressionante da tutto il mondo: ben 41 miliardi di euro di richieste per 8 miliardi di offerta da parte del Tesoro. Un segnale che sta a dimostrare che l’Italia offre ancora piccoli spazi di manovra per spuntare qualche rendimento sopra la media.

Btp 30 anni (1 settembre 2049) in rialzo

Il segmento finale della curva dei rendimenti italiani offre un certo valore, dopo che l’asta a sindacato di Btp a 30 anni della scorsa settimana, per quanto inaspettata, è stata accolta con una domanda consistente”, afferma Chris Attfield, strategist di Hsbc. La sezione a lunga scadenza della curva dei rendimenti ha sottoperformato da inizio anno e l’annuncio dell’emissione è stato un ulteriore elemento di debolezza, sottolinea l’esperto. Tuttavia, «riteniamo che il rendimento dei Btp a 30 anni possa ridursi ancora, secondo il nostro scenario di normalizzazione prudente». Inoltre, la fascia lunga è il segmento della curva più isolato dagli shock politici. Il Btp italiano al 2049 (Isin IT0005363111) scambia intorno a 100,4 per con un rendimento lordo del 3,91%.

Asta Bot 12 mesi

Secondo gli analisti di UniCredit,in assenza di dati significativi in agenda questa settimana, i timori relativi alla crescita dovrebbero stabilizzarsi, mentre due fonti di volatilità potrebbero essere il riposizionamento degli investitori, attualmente lunghi di Btp, e l’attività di offerta. Per oggi è infatti in programma la prima tornata di aste di titoli di stato con l’offerta da 6,5 miliardi in Bot 12 mesi, mentre domani verranno messi a disposizione fino a 4,5 miliardi in Btp a 3 e 7 anni, in un’asta dall’importo più leggero del solito, dal momento che dopo le recenti emissioni a 15 a 30 anni il Tesoro ha deciso di non emettere sul tratto extralungo.

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