Brexit, in Premier League adesso come cambieranno le regole?

Alessandro Cipolla

15/11/2018

15/11/2018 - 10:26

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Siglata una bozza d’intesa tra Regno Unito e Unione Europea sulla Brexit: anche la Premier League adesso dovrà fare i conti con questo cambiamento.

Secondo il The Times quello che avverrà nel medio termine sarà un “terremoto nel calcio europeo”. Forse una previsione un po’ troppo azzardata, niente in paragone a quello che avvenne dopo la sentenza Bosman, ma senza dubbio dubbio per la Premier League potrebbe aprirsi una nuova era.

Al centro di tutto c’è il tanto atteso accordo sulla Brexit raggiunto tra il Regno Unito e l’Unione Europea, anche se ancora si tratta soltanto di una bozza che poi dovrà essere votata dal Parlamento.

Tra i tanti effetti che ci saranno, anche il calcio inglese dovrà adeguarsi a questa nuova situazione: ecco dunque che potrebbe arrivare un nuovo tetto ai giocatori stranieri, anche provenienti da nazioni UE, insieme a nuove regole per il loro tesseramento.

La Brexit e la Premier League

La data da circoletto rosso è quella del 29 marzo 2019: alla mezzanotte scatterà ufficialmente la Brexit, dando il via a quel periodo transitorio di 21 mesi dove Londra cercherà di stringere accordi commerciali con gli altri paesi, continuando comunque ad applicare le regole dell’UE.

Un percorso questo che si concretizzerà il 1 gennaio 2021, momento in cui il Regno Unito sarà a tutti gli effetti fuori dall’Unione Europea così come i sudditi di Sua Maestà hanno scelto nel Referendum del giugno 2016.

In tutta questa vicenda molto complessa, anche il calcio di riflesso si dovrà adeguare a questi cambiamenti. La Brexit infatti inevitabilmente andrà a rivoluzionare quello che al momento è considerato, oltre che il più ricco, anche il più bel campionato al mondo: la Premier League.

Le regole attuali

Al momento i club inglesi di Premier in una rosa di 25 giocatori possono avere al massimo 17 giocatori stranieri, a prescindere della loro nazionalità. Per ingaggiare un calciatore proveniente da un paese dell’Unione, non è però necessario il rilascio di un permesso di lavoro.

Per tesserare un giocatore extra UE la procedura invece non è delle più semplici. Per prima cosa la Nazionale di provenienza deve essere collocata almeno al 70° posto della classifica Fifa, in più l’atleta deve aver preso parte almeno al 75% delle partite della propria Nazionale negli ultimi due anni.

Ci possono essere però delle eccezioni: un giocatore infatti può essere considerato di altissimo livello anche senza aver giocato nella sua Nazionale, così come i giovani hanno meno chance di disputare un numero così alto di partite.

Alla fine quindi il principio base è quello del calciatore che con il suo arrivo deve essere in grado di “contribuire in modo significativo allo sviluppo del calcio nel Regno Unito”. Con la Brexit, adesso questo principio potrà valere anche per giocatori provenienti da paesi dell’Unione.

Cosa cambierà

Sempre il The Times ha parlato di un dossier già pronto che prevederebbe l’abbassamento del tetto di stranieri da poter inserire in rosa: da 17 questi passerebbero a 12 su un totale di 25.

Per un campionato come la Premier League che vede la più alta percentuale di calciatori non britannici presenti nelle varie rose, senza dubbio questo sarebbe un duro colpo in termini di competitività specie a livello continentale.

Ci potrebbe essere poi anche una perdita di appeal, un fattore questo di non poco conto visto i contratti televisivi record che sono stati stilati in quest’ultimi anni. Specie i top club infatti con queste nuove regole dovranno tagliare diversi giocatori attualmente presenti in rosa.

Nelle serie minori invece sarà molto dura per un club far ottenere un permesso di lavoro a un nuovo acquisto: un club di seconda divisione infatti difficilmente potrebbe riuscire a raggiungere un accordo con un giocatore straniero capace di innalzare il livello del calcio inglese.

Per esempio, Davide Zappacosta del Chelsea o Matteo Darmian dello United otterrebbero senza dubbio un permesso di lavoro visto che verrebbero considerati di alto profilo. Il naturalizzato Ezequiel Schelotto del Brighton invece potrebbe avere molte più difficoltà.

Così come in generale tutta la vicenda della Brexit appare ancora oggi molto incerta, anche il mondo del calcio inglese si appresta a vivere in un limbo del genere in attesa della definizione ufficiale degli accordi.

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