Brexit: negoziati sull’orlo del collasso

La Brexit torna a far tremare: i negoziati sull’accordo di divorzio sono ora sull’orlo del collasso

Brexit: negoziati sull'orlo del collasso

I negoziati sulla Brexit tra Theresa May e Jeremy Corbyn sono sull’orlo del collasso.

Lo ha confermato lo stesso leader dell’opposizione laburista, che qualche giorno dopo il rinvio del divorzio è tornato a scagliarsi contro il Primo Ministro britannico. Ma andiamo per ordine.

In un ultimo disperato tentativo di trovare un accordo, la May ha aperto al dialogo con Corbyn. Poi, lo scorso 11 aprile, l’Unione europea ha concesso al Regno Unito una seconda estensione della Brexit rimandandola di fatto al 31 ottobre 2019. Certo è che se Londra troverà un’intesa prima di quella data le procedure per il divorzio verranno immediatamente attivate.

Nell’ultima settimana, comunque, i due partiti non hanno registrato alcun progresso. Oggi la situazione e i negoziati sulla Brexit sono precipitati.

Brexit: negoziati verso il baratro per colpa di Trump?

È stato proprio Jeremy Corbyn a confermare l’impasse politica tra il suo partito e quello di Theresa May. Al centro delle discussioni la decisione del Primo Ministro di rifiutare qualsiasi considerazione su un’unione doganale con l’Unione europea per aprire invece le porte all’accordo proposto da Donald Trump.

Corbyn ha parlato di una May messa all’angolo dai Tory, troppo ossessionati dall’idea di utilizzare la Brexit per deregolamentare i mercati. Fonti del Labour hanno affermato che il principale ostacolo ai negoziati è stato rappresentato dal Segretario del commercio internazionale, Liam Fox.

“C’è una grande pressione nel partito Tory che in realtà vuole trasformare questo Paese in una società deregolamentata a bassa tassazione che stipulerà un accordo con Trump. Io questo non voglio farlo,”

ha tuonato Corbyn cercando di spiegare l’attuale stato dei colloqui con i conservatori.

Cosa accadrà se i colloqui falliranno

Se i negoziati sulla Brexit falliranno, la May darà il via ad una nuova serie di votazioni nel corso delle quali i Members of Parliament si esprimeranno ancora una volta su tutte le opzioni possibili.

Per il momento, l’ipotesi di trovare un compromesso prima di fine ottobre appare ancora poco probabile. Il Regno Unito continuerà a lavorare per garantire un’uscita ordinata ed evitare, una volta per tutte, il temuto scenario no deal.

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