Brexit, il divorzio slitta a giugno?

Elisabetta Scuncio Carnevale

03/03/2019

L’ipotesi sarebbe stata confermata ai membri del governo dal primo ministro irlandese Leo Varadkar

Brexit, il divorzio slitta a giugno?

Il rinvio della Brexit al mese di giugno è “molto probabile”. A distanza di pochi giorni dal 29 marzo, data che sancisce il divorzio definitivo tra Gran Bretagna e Unione europea, il primo ministro irlandese Leo Varadkar si confida con i suoi ministri.

Varadkar avrebbe dato - ai membri del suo governo - quasi per certa l’ipotesi di un rinvio.

Brexit verso l’estensione a giugno?

“Il primo ministro ci ha detto in privato che è molto probabile che ci sarà un’estensione a giugno”.

A confidarlo all’Independent Sunday sarebbe stato uno dei ministri irlandesi.

La notizia non è stata confermata, né smentita dal portavoce del governo che ha soltanto sottolineato come l’attenzione dell’esecutivo sia esclusivamente incentrata al raggiungimento di un accordo.

Varadkar solo venerdì scorso aveva detto che una no-deal Brexit, il 29 marzo, o un’estensione era improbabile. Ora, le carte in tavola sembrano cambiare in attesa anche dei prossimi appuntamenti calendarizzati a Londra.

Il 12 marzo, ad esempio, il Parlamento britannico sarà chiamato ad esprimesi su una modifica dell’accordo raggiunto da Theresa May con Bruxelles, nel caso in cui questo offra maggiori garanzie sul confine irlandese.

I tory ribelli della sua maggioranza hanno fissato tre condizioni per venire incontro alla premier e dire sì alla proposta. Si accontenterebbero di un testo a garanzia di una durata limitata del backstop, il cui valore legale sia assicurato dal procuratore generale Geoffrey Cox.

Qualora l’accordo di May sulla Brexit venga bocciato, si tornerà in aula il giorno successivo: 13 marzo; in questa occasione il governo britannico proporrà una mozione per lasciare la Ue senza il raggiungimento di un accordo.

Se anche l’opzione no-deal riceverà un no dai deputati inglesi, il 14 marzo si voterà ad una nuova mozione, presentata dal governo, che prevede l’estensione breve e limitata dell’articolo 50, ovvero il rinvio della Brexit presumibilmente a giugno.

L’estensione - dopo le dichiarazioni del presidente Varadkar - potrebbe già essere stata concordata con l’Ue.

Intanto, l’ipotesi di un secondo referendum sulla Brexit sembra tramontare. Una settantina di membri dell’opposizione laburista sarebbe contraria a tale iniziativa, come dichiarato oggi dalla parlamentare Caroline Flint.

“Penso che ci siano circa 60-70 membri del Parlamento laburisti che escludono con forza, come me, un secondo referendum”,

ha fatto sapere Flint, che - al referendum del 2016 - ha votato l’uscita dall’UE.

All’inizio di questa settimana, erano stati alcuni laburisti a dire che avrebbero sostenuto un nuovo referendum pur di prevenire una no-deal Brexit.

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