Brexit, corsa a 10 per la leadership Tory post May

Nella corsa post Brexit, sono 10 i candidati pronti a succedere al primo ministro Theresa May

Brexit, corsa a 10 per la leadership Tory post May

Dopo le dimissioni di Theresa May, arrivate venerdì scorso, parte la corsa per la nuova leadership dei Tory.

La scadenza per le candidature era prevista per oggi pomeriggio intorno alle 17, ora locale. Il partito conservatore ha di recente modificato le regole per scegliere il proprio leader così da accelerare il processo di elezione. Il nome del successore di Theresa May dovrebbe arrivare già a partire dal 22 luglio prossimo.

Brexit, i Tory alla ricerca di una nuova leadership

Sono 10 i candidati alla leadership del partito conservatore, che puntano a diventare il prossimo primo ministro britannico, dopo le dimissioni di Theresa May.

Si tratta di Michael Gove, Matt Hancock, Mark Harper, Jeremy Hunt, Sajid Javid, Boris Johnson, Andrea Leadsom, Esther McVey, Dominic Raab e Rory Stewart.

Per poter accedere al ballottaggio, i 10 aspiranti alla carica di primo ministro hanno dovuto trovare il supporto di almeno otto parlamentari. Le vecchie regole prevedevano la presenza di due sostenitori.

Ma chi sono i papabili alla carica? Dominic Raab, avvocato, è l’ex segretario alla Brexit; i suoi sostenitori garantiscono che ha un piano molto chiaro per portare il Regno Unito fuori dall’UE, incluso un piano di mobilità sociale.

Boris Johnson, ex ministro degli esteri, ha promesso un taglio delle imposte sul reddito per coloro che guadagnano più di 50.000 sterline all’anno.

Il segretario del partito Tory, Sajid Javid, pakistano, è figlio di un autista di autobus. Tra i candidati c’è anche il segretario all’ambiente Gove, la cui candidatura è stata messa a repentaglio dopo l’ammissione di aver fatto uso di cocaina, in passato. Ora punta alla creazione di una task force nazionale per la criminalità informatica.

Andrea Leadsom ha iniziato la sua carriera politica dopo una lunga esperienza nel settore bancario. L’ex diplomatico Rory Stewart, segretario allo sviluppo internazionale, è noto per le sue campagne sui social media. Matt Hancock, segretario alla salute, promette un aumento del salario nazionale superiore a 10 sterline l’ora.

Il candidato Jeremy Hunt ha annunciato per Brexit una trattativa dura. A correre per la carica c’è anche una donna, l’ex segretaria al lavoro e alle pensioni Esther McVey. La candidata, che dice di non temere una Brexit senza accordo, proviene da una carriera televisiva che l’ha portata alla politica.

Il primo turno del ballottaggio è previsto per giovedì 13 giugno, per restare in gare i 10 partecipanti dovranno ottenere almeno 17 preferenze.

Coloro che riceveranno un numero inferiore di voti saranno eliminati. Si passerà così a un secondo round. In questa fase, i pretendenti dovranno garantirsi almeno 33 voti, così da poter accedere al turno successivo. Se tutti superassero i ballottaggi si procederebbe all’eliminazione di coloro che hanno ottenuto un minor numero di preferenze, fino ad arrivare a soli due candidati.

Seguirà un voto via posta che coinvolgerà 160 mila iscritti. Il vincitore diventerà leader del partito e primo ministro, fino a quel giorno resterà in carica, ad interim, la premier May.

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