Brexit, Theresa May in cerca di unità scrive ai Tory

La premier britannica Theresa May sta tentando di scongiurare, a tutti i costi, una no-deal Brexit

Brexit, Theresa May in cerca di unità scrive ai Tory

A poche settimane dal 29 marzo 2019, Theresa May vuole a tutti i costi evitare una no-deal Brexit. Sa che un mancato accordo graverebbe sull’economia britannica, interrompendo gli scambi commerciali e danneggiando molti posti di lavoro.

Per questo, il primo ministro inglese torna a scrivere ai 317 parlamentari Tory, appellandosi all’unità del partito. Ai membri del Parlamento chiede di mettere da parte le proprie ‘preferenze personali’ e sostenere un’intesa sull’uscita dall’Unione Europea.

Nella lettera il primo ministro annuncia che, la prossima settimana, tornerà a Bruxelles per incontrare il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, nei prossimi giorni parlerà anche con i leader di tutti gli Stati membri.

Brexit, Theresa May tenta di scongiurare il divorzio senza accordi

Il primo ministro inglese sta cercando di modificare i termini del backstop irlandese, vuole evitare dazi e dogane tra il confine dell’Irlanda del Nord e della Repubblica irlandese. Anche se da Bruxelles hanno, più volte, ribadito che l’accordo è stato già trattato e nessuna modifica sarà possibile, May non molla.

L’obiettivo ora è quello di fare pressione sul proprio partito affinché si ripresenti davanti all’Unione europea con un progetto condiviso.

“Siamo tutti motivati ​​dal desiderio comune di fare ciò che è meglio per il nostro paese, anche se non siamo d’accordo sui mezzi”,

scrive nella missiva. E continua chiedendo ai suoi

“di andare oltre ciò che ci divide e riunirci dietro ciò che ci unisce; sacrificare se necessario le nostre preferenze personali nel servizio superiore dell’interesse nazionale; e raggiungere il livello degli eventi in modo da ripristinare la fede del popolo britannico nel nostro processo politico. La storia ci giudicherà tutti per le parti che abbiamo svolto in questo processo”.

Intanto, la premier britannica ha già avviato i primi colloqui con i leader degli Stati membri. Ieri è stata la volta del presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte. Conte ha ribadito la necessità che il divorzio avvenga in maniera ordinata, nell’interesse dei cittadini, molti dei quali italiani, che vivono e lavorano in Inghilterra e delle imprese coinvolte dalla Brexit.

I due esponenti politici hanno anche confermato l’importanza di proseguire le trattative tra Gran Bretagna e Istituzioni europee e la volontà comune di lavorare per evitare lo scenario di un recesso senza accordo.

Nel frattempo, c’è chi sostiene la necessità di un nuovo referendum sulla Brexit. Questi hanno già annunciato una grande protesta che andrà in scena il fine settimana prima del 29 marzo.

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