Borsa Italiana: Atlantia non fa prezzo in apertura, Governo procede con iter per revoca concessioni

Si prospetta un’altra settimana di passione per Atlantia a Piazza Affari. Il Governo precede con l’iter di revoca delle concessioni autostradali, si va verso la nazionalizzazione. Danni anche ad investitori e risparmiatori

Borsa Italiana: Atlantia non fa prezzo in apertura, Governo procede con iter per revoca concessioni

Si prospetta un’altra settimana difficilissima per il titolo Atlantia alla Borsa di Milano. Questa mattina all’apertura delle contrattazioni di Piazza Affari le azioni della holding che fa capo alla famiglia Benetton non hanno fatto prezzo, registrando un passivo teorico di quasi dieci punti percentuali. Il mercato sconta le ultime news intercorse nel fine settimana con il Governo pronto a procedere con l’iter di revoca della concessione sulla gestione delle autostrade dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova.

Dal canto suo la società Autostrade per l’Italia (controllata dalla holding Atlantia) sabato scorso ha organizzato a Genova una conferenza stampa nella quale è stato annunciato lo stanziamento di mezzo miliardo di euro per la ricostruzione del viadotto crollato e delle case danneggiate. La cifra comprende anche aiuti alle famiglie di vittime e sfollati, interventi su strade cittadine e trasporti pubblici.

Il Governo invece procede spedito con l’iter di revoca, tanto che sarebbe già pronto un Decreto che disciplina la concessione di Autostrade per l’Italia. Secondo alcune ricostruzioni di stampa la gestione della rete autostradale passerebbe così immediatamente ad Anas.

Le prime mosse del Governo sono infatti già state compiute: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha mandato alla società una lettera, il cui testo è stato reso pubblico sabato, nella quale si comunica l’avvio di una procedura volta a far decadere la concessione.

Lo Stato si riserva qualsiasi altra azione per rivalersi su Autostrade per l’Italia “per qualsiasi tipo di danno emerga di qui in avanti a cose e persone”. Nella lettera si contesta un “inadempimento”, chiedendo spiegazioni entro 15 giorni e riservandosi di avviare, alternativamente, uno dei diversi procedimenti previsti dalla legge ai fini della revoca della concessione.

Autostrade per l’Italia ha 90 giorni di tempo per replicare al Ministero, esponendo le proprie osservazioni. Nel caso in cui il Governo si dichiarasse insoddisfatto delle giustificazioni, invierà una diffida al Concessionario, che avrà ulteriori 90 giorni per chiarire la propria posizione. Chiusa questa fase, il Governo potrebbe dichiarare Autostrade ‘inadempiente’ e proporre il decreto che sancirebbe la decadenza della concessione.

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