Bitcoin rompe quota $18.000, record storico vicino: cosa succede?

Il Bitcoin ha superato quota $18.000, per poi ritracciare poco sotto, dopo mesi di costante crescita. Che cosa succede?

Bitcoin rompe quota $18.000, record storico vicino: cosa succede?

Il Bitcoin, criptovaluta creata nel 2009, continua il suo rally e supera quota 18.000 dollari, valore più alto degli ultimi tre anni. Al momento della scrittura si muove intorno a quota 17.810, per un rialzo di giornata di circa il 4%.

La crescita della moneta virtuale procede senza battute d’arresto, a coronamento di un anno che ha portato il valore dell’asset, nell’arco di otto mesi, dai 5.413 dollari in area 18.000. La quota nelle ultime ore ha superato quota 18.062 dollari, livello registrato l’ultima volta il 16 dicembre 2017, che di fatto aprì la strada al traguardo storico di 19.666 dollari raggiunto il giorno seguente.

Che cosa succede al Bitcoin? Ecco un’analisi dei trend che stanno spingendo la criptovaluta e una panoramica sulle prospettive future.

Bitcoin oltre quota $18.000: che cosa succede?

Sinora le performance del Bitcoin hanno ampiamente superato le aspettative, seminando rimpianti tra gli investitori che, sulla scia della bolla del 2018, avevano rinunciato a puntare sulla criptomoneta. D’altronde, era stata un’istituzione della finanza statunitense come JP Morgan, attraverso le parole del CEO Jamie Dimon, a catalogare il mercato delle monete virtuali come una frode nel lontano 2017.

La crescita esponenziale del Bitcoin – variazione percentuale positiva del 146% nel 2020, +70% nell’ultimo trimestre – costringe ora gli investitori più scettici a rivedere le proprie posizioni sulla solidità della celebre valuta virtuale.

Solidità che è frutto, secondo gli analisti, del marcato interesse espresso negli ultimi mesi da alcuni colossi del “digital payment” americano. Da PayPal a Square, infatti, sono molteplici le società che hanno aperto i loro sistemi alle criptovalute, conferendo loro una credibilità che sino ad allora avevano faticato a costruirsi.

Sullo sfondo, inoltre, la pandemia in corso. Le congiunture economiche sfavorevoli prodotte dalla diffusione del coronavirus hanno infatti spinto molti investitori a scegliere i Bitcoin – e, più in generale, le criptovalute – come riparo in attesa che passi la bufera.

Ma il fattore cruciale che sta alimentando la corsa rialzista del Bitcoin potrebbe essere la strategia delle banche centrali sui tassi d’interesse. La Federal Reserve, infatti, continua a mantenere i tassi al minimo, mentre in Europa, in alcuni casi, sono arrivati a muoversi in territorio negativo. Sull’argomento si è espresso il CEO di CryptoQuant, Ki Young Ju, che incalzato sul rally del Bitcoin ha rivelato:

«I tassi d’interesse sono il fattore più importante dietro alla scelta degli investitori su dove depositare i loro soldi. Sono sicuro che i tassi d’interesse negativi spingeranno l’adozione delle criptovalute».

Le prospettive future del Bitcoin

Il rally della moneta virtuale accende ora la fantasia degli analisti, pronti a lanciarsi nel tortuoso campo dei pronostici. La domanda più ricorrente concerne infatti la tenuta del valore del Bitcoin nel lungo termine.

Se qualche anno fa le proiezioni più ottimistiche sulle criptovalute provenivano dai cinguettii di utenti Twitter - che si prestavano al gioco dell’analista forti della protezione di uno pseudonimo - sono ora alcuni protagonisti di rilievo a prevedere un tasso di crescita record per il Bitcoin.

Secondo l’analista di eToro, Simon Peters, sotto l’albero potrebbe esserci un nuovo traguardo per la moneta virtuale. Peters ha infatti affermato che in tempo per le feste natalizie il Bitcoin “potrebbe toccare quota 20.000 dollari”.

Meno prudenti altri analisti internazionali che, in uno slancio simile ad un volo pindarico, sono già pronti a scommettere sulla crescita record della criptovaluta nei prossimi mesi. Da annoverare tra questi l’analista senior di Citibank Tom Fitzpatrick, che in una nota destinata ai clienti si è detto ottimista sulla possibilità che il Bitcoin raggiunga quota 318.000 dollari entro dicembre 2021.

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