Bitcoin: la bolla è finalmente scoppiata?

Pierandrea Ferrari

11 Gennaio 2021 - 17:12

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Il Bitcoin torna a perdere quota dopo un anno da record: -20% nell’ultimo fine settimana. Secondo gli analisti potrebbero essere i primi effetti di una bolla che ha fin qui sostenuto la quotazione dell’asset: i dettagli.

Bitcoin: la bolla è finalmente scoppiata?

Battuta d’arresto per il Bitcoin. Dopo aver superato quota 40.000 dollari al termine della scorsa settimana, la quotazione della criptovaluta ha ceduto il 20%n negli ultimi due giorni, alimentando i già diffusi timori del mercato sulla volatilità dell’asset.

Il passo indietro segue un’ascesa mirabolante di dieci mesi, con il Bitcoin che ha registrato un rialzo del 333,2%: complici, secondo gli analisti, la graduale apertura dei colossi dei pagamenti online al comparto delle valute virtuali – su tutti PayPal e Square – e l’interessamento crescente dei principali hedge fund internazionali, che negli ultimi mesi hanno continuato a piazzare le loro scommesse sulla criptovaluta.

Ora, questa corsa – unitamente al crollo degli ultimi giorni – richiama il mercato ad una pausa di riflessione. Gli “up and down” sempre più brutali della criptovaluta, del resto, sono sintomatici di una volatilità non irrilevante e, inoltre, gli investitori non hanno dimenticato la bolla di tre anni fa che spense in poche settimane le (alte) aspirazioni del Bitcoin.

Una bolla dietro al rally del Bitcoin?

Da mesi i fedelissimi del Bitcoin ripetono lo stesso copione per rassicurare il mercato e, in parte, sé stessi: no, non ci sarebbe una bolla dietro il rally della criptovaluta. E, soprattutto, non ci sono punti in comune con quel trend che nel 2018 sgonfiò la quotazione dell’asset, poiché al tempo non si era ancora accesso l’interesse istituzionale sul comparto.

Ma aldilà dell’incrollabile fiducia dei rialzisti, la corsa del Bitcoin è già da settimane sotto la lente degli analisti: la quotazione, che ha impiegato anni per superare la soglia dei 20.000 dollari, si è spinta oltre quota 40.000 in pochi giorni, per poi incassare quella ritirata degli investitori che è valsa un rapido -20%.

Il tasso di crescita del Bitcoin e l’intrinseca volatilità del comparto sono state oggetto del report di Bank of America Global Research, pubblicato giovedì 7 gennaio, dal titolo “The flow show”. Prima ancora dell’ultimo passo falso, gli analisti avevano infatti sollevato l’inquietante interrogativo: i movimenti di prezzo del Bitcoin sono la madre di tutte le bolle?

Un dubbio che la banca americana riconduce alle performance del Bitcoin che, se comparate a quelle dei seppur performanti mercati azionari, appaiono superare la soglia di guardia: alla fine della scorsa settimana il rialzo della criptovaluta si attestava al 37% nel 2021, contro l’1,5% del Dow Jones e l’1,6% del S&P500.

D’altra parte, il Bitcoin continua a raccogliere il consenso dei principali istituti finanziari: tra questi, la multinazionale statunitense JP Morgan, che dopo aver abbandonato la sua posizione ribassista sulla criptovaluta vede ora l’asset a quota 146.000 dollari nel lungo termine. Bolla o non bolla, dunque, c’è chi è convinto ci siano ancora margini di profitto per i “bull”.

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