Bielorussia: almeno 1.100 manifestanti arrestati domenica. Ma ora Lukashenko è più debole

Almeno 1.100 manifestanti sono stati arrestati la scorsa domenica in Bielorussia. L’opposizione della popolazione locale e l’isolamento internazionale stanno però indebolendo Lukashenko.

Bielorussia: almeno 1.100 manifestanti arrestati domenica. Ma ora Lukashenko è più debole

Almeno 1.100 manifestanti sono stati arrestati domenica in Bielorussia durante le proteste in piazza contro il presidente Alexander Lukashenko, segnando il record di carcerazioni in un solo giorno.

Il dato è stato riportato dall’organizzazione locale per i diritti umani Viasna, secondo la quale al momento sono oltre 25mila le persone detenute da quando sono cominciate le contestazioni ad agosto, e ormai arrivate alla 14esima settimana consecutiva.

I cittadini bielorussi contestano la vittoria di Lukashenko per il suo sesto mandato consecutivo, denunciando i brogli alle ultime elezioni presidenziali che hanno permesso al leader di ottenere oltre l’80% di voti.

Bielorussia: almeno 1.100 manifestanti arrestati domenica

Migliaia di persone si sono riversate questo 15 novembre in piazza in seguito alla morte di Roman Bondarenko, un giovane oppositore di 31 anni ricoverato in ospedale dopo essere stato duramente picchiato dalle forze dell’ordine e deceduto giovedì scorso.

I manifestanti hanno quindi esposto diversi cartelli in onore di Bondarenko, arrivando fino a quella che è stata ribattezzata la “piazza del cambiamento” a Minsk, dove la polizia ha risposto con l’utilizzo di manganelli, gas lacrimogeni e idranti per disperdere la folla.

In diversi video che circolano sul web si possono osservare diversi agenti colpire violentemente molte delle persone presenti, per poi caricarle sui cellulari e portarle in carcere.

Inoltre, come affermato dall’Associazione Bielorussa dei Giornalisti, almeno 23 giornalisti sono stati arrestati in tutto il Paese.

L’opposizione a Lukashenko

Svetlana Tikhanovskaya, candidata alle elezioni presidenziali contro Lukashenko e fuggita in Lituania ad agosto per timore di essere arrestata, ha esortato gli oppositori del regime a continuare a protestare pacificamente, definendo Bondarenko una vittima innocente di un sistema disumano.

Intanto sono state sviluppate nuove forme di disobbedienza civile da parte dei cittadini.

Tra queste anche lo sviluppo di un’App che scansiona il codice a barre dei prodotti di negozi e supermercati, permettendo di sapere se questi appartengono a una delle aziende che supportano Lukashenko e, in caso positivo, di boicottarli.

La posizione di Lukashenko è più debole

Oltre alla strenua opposizione della popolazione locale, il capo di Stato est europeo si trova a dover affrontare anche l’isolamento internazionale, sia politico che economico.

Infatti, l’UE non ha riconosciuto la vittoria di Lukashenko e il suo nuovo mandato come presidente, votando a settembre una risoluzione nei suoi confronti. Al momento, quindi, il Governo di Minsk può contare solo sull’appoggio della Russia di Putin.

La situazione di tensione interna e nuovi blocchi da parte delle forze internazionali starebbero indebolendo la leadership di Lukashenko, inducendolo, secondo alcuni osservatori, a programmare nuove elezioni nel prossimo futuro.

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