Biden e Johnson vogliono rovesciare Putin: niente pace, la guerra va avanti

Alessandro Cipolla

31/03/2022

31/03/2022 - 23:03

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Le ultime notizie della guerra tra Russia e Ucraina. Nonostante un avvicinamento tra le parti, anche i colloqui di Istanbul si sono conclusi con un nulla di fatto: il sentore è che Washington e Londra vogliano che il conflitto vada avanti fino alla caduta di Putin.

Biden e Johnson vogliono rovesciare Putin: niente pace, la guerra va avanti

Due indizi fanno una prova: gli Stati Uniti e il Regno Unito più che per un accordo di pace sembrerebbero fare il tifo per un prosieguo della guerra tra Russia e Ucraina, nella convinzione che la resistenza di Kiev alla fine possa portare alla caduta di Vladimir Putin.

In principio sono state le parole di Joe Biden a far sorgere i primi pensieri: “Putin è un macellaio e un dittatore, non può restare al potere”. Nonostante gli smarcamenti non solo di Emmanuel Macron, ma anche del suo segretario di Stato Antony Blinken, il presidente americano non ha voluto in qualche modo ritrattare le sue parole “esprimevo il mio sdegno”, sottolineando poi di non ritenere che la sua frase possa aver complicato le trattative di pace.

Da quando è iniziata la guerra, la Casa Bianca con una precisione svizzera ogni volta che le trattative diplomatiche hanno fatto dei timidi passi in avanti, puntualmente ha alzato il livello della tensione anche evocando i rischi di attacchi nucleari o chimici.

A fornire il secondo indizio è stato poi Boris Johnson, o meglio il Times che ha rivelato quello che sarebbe il reale pensiero di Downing Street: “La strada più sicura verso una soluzione accettabile è che l’Ucraina prevalga militarmente sulla Russia, l’Occidente non deve farsi sedurre dai discorsi di Mosca su accordi di pace, ma fornire a Kiev gli strumenti per finire il lavoro”.

Del resto un accordo di pace tra Russia e Ucraina in qualche modo andrebbe a rafforzare la posizione di Vladimir Putin, anche se nulla sarà più come prima dopo l’invasione.

Ecco perché a Stati Uniti e Regno Unito potrebbero non dispiacere un prolungamento della guerra, nella convinzione che questa sia la via più percorribile per arrivare al grande obiettivo: far cadere lo “Zar” dal suo trono di Mosca, magari attraverso una congiura intestina.

Le principali notizie della guerra tra Ucraina e Russia

La questione del gas

Sarebbe durata circa un’ora la telefonata tra Mario Draghi e Vladimir Putin. Dall’inizio della guerra si tratta del primo contatto diretto tra i due leader, con la questione del gas che è stato uno dei temi della discussione.

Rispetto a quanto dichiarato da Mosca nei giorni scorsi, l’Europa non dovrà pagare fin da subito le forniture di gas in rubli: si tratta di un primo punto a favore di Draghi, che nel colloquio con Putin avrebbe affrontato anche il tema delle possibili violazioni contrattuali derivanti da questa scelta.

Il processo necessario per cambiare in rubli la valuta di pagamento del gas russo - ha spiegato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov - Richiederà tempo e non inizierà già questa settimana, a dispetto di quanto previsto dalle disposizioni del presidente Vladimir Putin, il cui decreto indicava nel 31 marzo la deadline per il cambio nelle modalità di pagamento”.

Intanto dopo l’Austria, anche la Germania ha attivato l’allerta preventiva del piano di emergenza sul gas, in virtù della previsione di un peggioramento degli approvvigionamenti nelle prossime settimane.

I combattimenti

Come annunciato a margine dei colloqui in Turchia, la Russia avrebbe ritirato il 20% delle forze dislocate nelle vicinanze di Kiev anche se nella capitale si registrano ancora combattimenti tra i due eserciti.

Per l’intelligence americana si tratterebbe di un riposizionamento con le truppe russe, comprese quelle che da oltre un mese hanno preso il controllo della centrale di Chernobyl, che adesso starebbero ripiegando in Bielorussia.

Sempre gli 007 d’Oltreoceano hanno però ammesso che l’esercito di Mosca sarebbe sul punto di entrare a Mariupol, con il Cremlino che ha offerto una tregua alla città assediata per realizzare dei corridoi umanitari a patto che l’Ucraina “soddisfi determinate condizioni”.

Nel frattempo le autorità ucraine hanno nuovamente accusato la Russia di aver usato delle bombe al fosforo questa volta a Marinka, un piccolo centro di meno di 10.000 abitanti situato nell’oblast’ di Donetsk.

L’emergenza profughi

Stando all’ultimo bollettino del Viminale, da quando è iniziata la guerra sono oltre 76.847 i rifugiati ucraini arrivati in Italia: nel dettaglio si tratta di 39.617 donne, 7.435 uomini e 29.795 minori.

Rispetto al giorno precedente l’incremento è stato di 1.732 persone arrivate nel nostro Paese, con le destinazioni principali dei rifugiati che sono le città di Roma, Milano, Napoli e Bologna.

Nei giorni scorsi nel corso di una conferenza stampa, la Protezione civile ha illustrato come funzioneranno i rimborsi per chi ospita i profughi: 300 euro al mese (150 euro per i minori) per ogni profugo per un massimo di tre mesi.

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