Banche italiane: 3 ETF per puntare sulla ripresa

Claudia Cervi

8 Agosto 2022 - 14:41

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Il rialzo dei tassi Bce aumenta l’interesse verso le banche. Ecco i titoli su cui puntare attraverso gli ETF per minimizzare i fattori di rischio.

Banche italiane: 3 ETF per puntare sulla ripresa

Gli investitori esteri puntano sulla “ripresa” delle banche italiane. Tassi di interesse in crescita porteranno nei prossimi mesi extra profitti alle banche dopo anni di tassi negativi o prossimi allo zero che hanno compresso i margini.

Grazie alla Bce, che dal 2019 ha previsto l’esonero dal pagamento di interessi negativi sulle riserve in eccesso sui conti correnti e di deposito delle banche centrali nazionali, gli istituti di credito hanno beneficiato pienamente dei programmi di stimolo centrali, limitando l’impatto dei tassi negativi.

Le banche possono dunque guadagnare ulteriormente dalla politica monetaria restrittiva di Francoforte: come nota il Sole24Ore, ipotizzando un progressivo aumento fino al raggiungimento di un tasso di deposito dello 0,75% entro giugno 2023, per le banche i profitti extra sarebbero pari a 10-12 miliardi di euro. Nel caso di una manovra più aggressiva i profitti potrebbero raggiungere i 20 miliardi.

Vediamo allora i titoli su cui puntare attraverso gli ETF per minimizzare i fattori di rischio.

Banche italiane: 3 ETF per puntare sulla ripresa

Da inizio luglio l’indice Ftse mib ha sottoperformato rispetto agli altri indici europei.

Performance degli indici europei Performance degli indici europei Fonte: S&PGlobal Market Intelligence

L’iShares MSCI Italy Capped ETF (EWI) è in calo del 24,8% da inizio anno, uno degli ETF con la performance peggiore tra i fondi specifici sull’Europa.

La tensione sull’Italia è infatti aumentata dopo le dimissioni di Mario Draghi dalla presidenza del consiglio in un contesto reso già difficile dal conflitto in Ucraina e dalla fiammata dell’inflazione. L’instabilità politica ha allargato lo spread tra Btp e Bund a 10 anni, contribuendo all’accelerazione al ribasso dell’ETF.

L’EWI è l’ETF sull’Italia più grande al mondo ed è esposto per un terzo del suo sottostante al comparto bancario e finanziario del Paese.

Nell’ultimo mese, tuttavia, il recupero delle quotazioni è stato significativo passando da un minimo di 21,61 dollari del 14 luglio a circa 25 dollari.

L’idea di investire sul comparto bancario italiano è suffragata dai risultati trimestrali positivi presentati a fine luglio dalle banche: costi del rischio sotto controllo e una solida posizione di capitale favoriscono la distribuzione dei dividendi e il completamento dei piani di buyback, permettendo di confermare gli obiettivi finanziari fissati per il 2022.

La solidità dei fondamentali del settore potrebbe essere minacciata da un rallentamento dei ricavi da commissioni, a causa della volatilità del mercato - come sottolinea un analista di Bluebay Asset Management.

Banche e imprese restano comunque ottimiste e non considerano imminente l’arrivo di una recessione.

«In caso di recessione molto forte l’aumento degli Npl e delle sofferenze andrà considerato, ma al momento non ci sono evidenze che ci sarà un picco», spiega un gestore di Lemanik.

Delle alternative all’ETF EWI sono gli ETF:

  • WisdomTree FTSE MIB Banks (BorsaItaliana: ITBL);
  • iShares EURO STOXX Banks 30-15 UCITS ETF (DE) (SWB: EXX1).

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