BCE vuole maggiori poteri sulle criptovalute nell’Eurozona

Riccardo Lozzi

23 Febbraio 2021 - 16:57

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In un parere formale inviato al Parlamento Europeo, la BCE ha chiesto l’approvazione di nuove regole per avere maggiori poteri sulle criptovalute da introdurre nell’Eurozona.

BCE vuole maggiori poteri sulle criptovalute nell'Eurozona

La Banca Centrale Europea ha comunicato ai membri dell’Europarlamento di voler assumere su di sé il potere di veto sulle criptovalute e un ruolo maggiore di supervisione sul loro utilizzo all’interno dell’UE.

Questo è quanto contenuto in un parere formale inviato da Francoforte a Bruxelles riguardo le nuove criptovalute, il cui lancio è previsto nel prossimo futuro, tra cui Diem di Facebook (ex Libra).

Il precedente progetto del colosso di Mark Zuckerberg avrebbe dovuto essere ancorato a un paniere di valute ufficiali, mentre allo stato attuale, a causa di diversi ostacoli normativi incontrati nei mesi scorsi, dovrebbe essere supportata esclusivamente dal dollaro.

Come anche altre banche centrali in tutto il mondo, la BCE ha mostrato una serie di preoccupazioni legate all’aumento delle monete digitali. Tra queste anche le cosiddette stablecoin, le quali, a differenza dei bitcoin, possono comunque contare su un valore più stabile essendo agganciate a un mezzo di scambio esterno e non alle quotazioni di mercato.

BCE vuole più poteri sulle criptovalute

Nonostante tale caratteristica permetta di poter contare su una situazione meno volatile, rimangono i timori da parte delle autorità finanziarie sulla possibilità che una loro diffusione possa portare a un’assenza di controllo sui pagamenti, sulle operazioni bancarie e sulle politiche monetarie.

Per evitare a priori questi rischi, già a settembre la BCE aveva stabilito una serie di regole da far rispettare alle Big Tech operanti nel settore, prevedendo determinati requisiti di capitale e liquidità, oltre a degli stress test a cui doversi sottoporre. Un quadro normativo a cui Facebook, prima della diffusione di Diem, avrebbe dovuto aderire.

Come viene sostenuto, infatti, i player che intendono mettere a disposizione una moneta virtuale dovrebbero sottostare alle stesse regole previste per i tradizionali fondi del mercato monetario, tra cui la disponibilità di sostanziose riserve di liquidità, per poter affrontare al meglio eventuali abbandoni dei clienti.

I rischi delle cripto per l’Eurozona

Nel parere dello scorso 19 febbraio, inoltre, è stata affermata dalla stessa BCE la necessità di svolgere un ruolo preminente nell’autorizzare o meno l’attivazione di una criptovaluta nell’Eurozona, così da mantenere il proprio controllo sull’andamento dell’inflazione e la sicurezza dei pagamenti.

All’interno del documento vengono quindi invitati i parlamentari europei e le altre istituzioni comunitarie a modificare le attuali regole, in modo da poter garantire il parere vincolante anche per i Governi nazionali da parte dell’autorità guidata da Christine Lagarde.

Intanto, continua il piano della Banca Centrale Europea per la creazione dell’Euro digitale, il quale, al contrario delle stablecoin emesse da società private, non sarà soggetto a queste nuove norme.

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