I punti salienti della conferenza stampa di Mario Draghi. Confermate le attese: in rialzo le stime su crescita e inflazione, Quantitative Easing a partire dal 9 marzo, raddoppiati i prestiti alla Grecia. Tutte le decisioni della BCE
E’ ufficiale: il Quantitative Easing partirà lunedì 9 marzo. Ad annunciarlo è stato lo stesso Governatore della BCE nel corso della tradizionale conferenza mensile.
Eccezionalmente riunito a Nicosia (Cipro), il board della Banca Centrale Europea ha deciso di lasciare invariati i tassi d’interesse: 0,05 per cento sulle principali operazioni di rifinanziamento; 0,30 per cento sulle operazioni di rifinanziamento marginali e meno 0,20 per cento sui depositi che le banche commerciali parcheggiano presso l’istituzione centrale. Come sottolineato dallo stesso Mario Draghi, i tassi si trovano già ai minimi storici dalla nascita dell’Euro.
Migliorano nel frattempo le stime sull’economia europea.
Quantitative Easing
Il giorno che tutti stavano aspettando sarà il 9 marzo. In quella data infatti partiranno i 60 euro miliardi di acquisti mensili previsti nell’ambito del Quantitative Easing. Mario Draghi ha inoltre sottolineato la prosecuzione degli acquisti di obbligazioni garantite e prestiti cartolarizzati (Abs) già avviati da Francoforte nei mesi scorsi.
Altri dettagli tecnici verranno a breve pubblicati dall BCE, ma un’anticipazione c’è: la Bce non potrà comprare bond che abbiano un rendimento negativo inferiore al -0,2% fissato dallo stesso istituto come tasso dei depositi.
Il programma andrà avanti fino a settembre 2016 ma, come ha sottolineato il Governatore, nel caso in cui l’inflazione rimanesse lontana dal target del 2%, si andrà oltre.
In questo frangente, il Presidente ha invitato i Governi a fare la loro parte:
«Per stimolare gli investimenti e creare posti di lavoro bisogna accellerare l’entrata in vigore delle riforme».
Crescita e inflazione: le stime
Mario Draghi ha sottolineato come le manovre messe in atto dalla BCE nel corso degli ultimi mesi si stiano rivelando efficaci e, in concerto con il calo del prezzo del petrolio, «stanno aiutato la crescita».
Per questo motivo, l’Eurotower ha rivisto al rialzo le stime sul PIL dell’Eurozona: +1,5% per il 2015, +1,9% per il 2016 e +2,1% per il 2017.
Nonostante ciò
«i rischi riguardanti l’outlook economico restano al ribasso, ma sono in diminuzione».
ha evidenziato il Governatore.
Per quanto riguarda l’indice dei prezzi al consumo, la Banca Centrale Europea prospetta una graduale salita alla fine dell’anno in corso. Nel dettaglio, si prevede una inflazione a zero nel 2015 (a dicembre era 0,7%), a +1,5% nel 2016 (a dicembre era 1,3%) e +1,9% nel 2017.
Grecia
I prestiti alla Grecia sono raddoppiati a 100 miliardi di euro in un mese e mezzo, raggiungendo il 68% del PIL ellenico, massimo rispetto a tutta l’Eurozona. Per questo motivo Mario Draghi ha definito ironicamente la BCE «la banca centrale della Grecia. L’Eurotower ricorda anche la presenza per la BCE di un»divieto di finanziamento monetario" diretto e indiretto.
Nonostante ciò l’istituto di Francoforte ha scelto di alzare il livello dei prestiti d’emergenza alle banche greche nell’ambito del programma Ela allo scopo di ovviare a eventuali crisi di liquidità.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti