Azioni Poste Italiane: analisi e prospettive ad un anno dalla quotazione in Borsa

Livio Spadaro

1 Novembre 2016 - 11:22

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Le azioni di Poste Italiane, ad un anno dalla quotazione, sono ben lontane dai massimi storici. Prospettive ed analisi del titolo di Poste ad un anno dall’ingresso in Borsa.

E’ passato poco più di un anno dall’ingresso in Borsa delle azioni di Poste Italiane. All’epoca, l’IPO della società postale, che prevedeva la cessione di una quota detenuta dal Mef, fu seguita con grande attenzione e registrò un alto numero di domande.

Si registrarono, infatti, domande per 3,35 volte l’offerta ed il prezzo iniziale di quotazione venne fissato a €6,75, nella parte superiore della forchetta di prezzo indicata dal Ministero. L’esordio del titolo fu tutto sommato positivo, con la quotazione che è arrivata a toccare i massimi storici a quota €7,26.

Tuttavia, tra i sell-off del mercato azionario e il timore di un nuovo collocamento della restante quota del Tesoro, il titolo oggi si trova ben lontano dai massimi storici.

Azioni Poste Italiane festeggiano un anno di quotazione in Borsa

Le azioni di Poste Italiane “festeggiano” un anno di quotazione in Borsa. Il 27 ottobre del 2015 il titolo della società postale faceva il suo ingresso a piazza Affari, dopo un roadshow che è stato seguito a livello internazionale.

La quotazione di Poste, infatti, è stata una delle IPO più seguite nell’ultimo periodo visto che il titolo garantiva, e garantisce, un alto payout-ratio in un periodo in cui il mercato obbligazionario non offre grandi rendimenti.

Tant’è che nei giorni pre-quotazione, la domanda di azioni di Poste Italiane aveva superato per 3,35 volte l’offerta, registrando interesse tra i maggiori fondi di investimento, banche d’affari e investitori privati. Il titolo, nei giorni susseguitisi dopo la quotazione, arrivò a toccare i massimi storici di prezzo che sono tutt’ora fermi a quota €7,26.

Azioni Poste Italiane: payout ratio le rende interessanti in periodo di deflazione

Nell’articolo di analisi fondamentale delle azioni di Poste, avevamo messo in evidenza come la parte superiore della forchetta di prezzo (€7,5) fosse sopravvalutativa rispetto al reale valore del titolo mentre la parte bassa (€6) offriva un prezzo di corretta valutazione.

A distanza di un anno, il valore delle azioni della società postale si muove intorno il prezzo di €6,1, dopo aver visto i minimi di prezzo in area €5, a causa delle turbolenze del mercato azionario.

In un periodo di deflazione, con il 65% delle obbligazioni mondiali che rendono sotto zero, il titolo di Poste resta appetibile per gli investitori istituzionali a caccia appunto di rendimenti, dato che comunque il payout ratio delle azioni Poste resta tra i più elevati nel panorama borsistico italiano.

Azioni Poste Italiane: pesa ipotesi nuovo collocamento, slitterà al 2017?

C’è tuttavia da sottolineare che il prezzo è “compresso” dall’attesa per la quotazione dell’ultima tranche detenuta dal Tesoro, il quale dovrebbe avere un effetto diluitivo sull’attuale azionariato.

Non è ancora chiaro quando avverrà il nuovo collocamento, con ogni probabilità bisognerà prima attendere l’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre, crocevia anche per gli aumenti di capitale di Montepaschi e Unicredit.

Diversi dirigenti interessati alla vicenda hanno messo in chiaro come il nuovo collocamento potrà avere luogo solo nel caso in cui il mercato finanziario sarà in grado di assorbirlo.

E’ dunque prevedibile che ,in caso di vittoria del “No” al referendum, la vendita della restante quota del Tesoro possa slittare all’anno prossimo in attesa di tempi migliori per la Borsa Italiana.

Poste Italiane si tiene fuori da vicissitudini del sistema bancario

Poste, nel corso dell’anno, si è tenuta fuori dalle vicissitudini del sistema bancario italiano, rendendosi partecipe, attraverso Poste Vita, al Fondo Atlante 1.

Francesco Caio, l’ad di Poste, dopo la partecipazione al Fondo Atlante, ha sempre declinato le proposte di un nuovo intervento per la creazione di Atlante 2 ed ha sempre smentito un interesse per Montepaschi, tenendosi così in disparte dai problemi delle banche italiane il che tutto sommato è stato positivo per il titolo azionario.

Poste Italiane: durante l’anno acquistata Sia, interesse per Pioneer

Poste nel frattempo si è rafforzata, acquistando il 15% di Sia da FSI (fondo della Cassa Depositi e Prestiti) e resta alla finestra per Pioneer, colosso dell’asset management messo in vendita da Unicredit.

Azioni Poste Italiane: analisti positivi, Jp Morgan alza target price

Gli analisti delle maggiori case d’affari restano positivi sul titolo, visto che attualmente il target price medio delle azioni Poste è di €7,68 (+20% circa dai valori attuali) con rating medio fissato a buy.

Ultima in ordine cronologico a fornire la propria view sulle azioni Poste Italiane è stata Jp Morgan che ha alzato il prezzo obiettivo a €7,64 dai precedenti €7,34 con raccomandazione neutral.

Gli esperti della banca d’affari americana hanno aumentato le stime di EPS del 2,3% per il 2016 e dello 0,5% per il 2017. Gli analisti si aspettano per i conti del terzo trimestre (in uscita il 9 novembre) ricavi in salita dell’1% anno su anno a €8 miliardi. L’utile operativo è invece atteso in aumento del 4% a €305 milioni mentre l’utile netto è visto in rialzo dell’8% a quota €201 milioni.

Azioni Poste Italiane: analisi tecnica di breve periodo

Attraverso l’analisi tecnica, proviamo quindi ad ipotizzare l’andamento del titolo di Poste Italiane per il prossimo futuro. Il quadro grafico resta negativo per il lungo periodo, visto l’incrocio in tal senso delle medie mobili semplici di breve, media e lunga durata. Anche nel breve-medio termine, la situazione evidenziata dalle medie mobili è per il momento negativa.

Il titolo in realtà sembra essersi stabilizzato in un range compreso tra la media mobile a 60 periodi (€6,2) e quella di breve periodo (€6,095) che per il momento fungono da rispettivamente da resistenza e supporto.

Le bande di Bollinger indicano una lateralità della quotazione visto che si muovono compresse, il che non è indice di particolare direzionalità della quotazione. Anche il RSI ed il MACD non indicano particolari tendenze visto che si muovono su valori neutri, mentre i volumi di scambio sembrano assumere forza nei momenti di discesa del titolo, il che è un segnale negativo.

Tutto sommato, possiamo ritenere che il titolo di Poste non dovrebbe assumere particolari variazioni nel prossimo periodo, probabilmente la trimestrale potrà funzionare da catalyst per dare direzionalità al prezzo.

Nel caso di rottura a rialzo della media mobile di medio termine, possiamo ipotizzare come target la media di lungo periodo in area €6,34, viceversa il target a ribasso sarebbe quota €5,92.

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