Atlante 2: casse previdenziali in fuga. Ecco chi non investirà nel fondo

Antonio Atte

02/08/2016

02/08/2016 - 09:14

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Atlante 2: dopo l’ok iniziale dell’Adepp, le casse previdenziali dei professionisti cominciano a sfilarsi.

Dopo l’iniziale ok al piano salva-banche adesso è fuga da Atlante 2, il fondo creato dal governo per risolvere la questione dell’enorme mole di crediti deteriorati che gravano sulle spalle delle banche italiane (e di Mps in modo particolare).

Nei giorni scorsi, tramite una nota, l’Adepp - l’associazione che raggruppa i 19 enti privati di previdenza - aveva comunicato la propria disponibilità ad aderire alla versione bis di Atlante, con un contributo stimato in circa 500 milioni di euro, cifra analoga a quella che sarà versata dalla Cassa depositi e prestiti.

Ma dopo il sì di massima, i consigli d’amministrazione dei singoli enti hanno analizzato la proposta nel dettaglio, dando il via a un fuggi fuggi generale che rischia di complicare i piani del premier Matteo Renzi e del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

Atlante 2: casse previdenziali in fuga

Il primo a sfilarsi (venerdì) è stato l’Epap, l’ente previdenziale di attuari, chimici, agronomi, forestali e geologi. Poi è stato il turno di Inarcassa, la cassa di previdenza degli ingegneri e degli architetti. In un comunicato diffuso ieri, l’ente ha spiegato che il suo cda

“riunitosi nella mattina del 29 luglio, ha deliberato all’unanimità la non partecipazione al nuovo fondo di investimento denominato ‘Atlante 2’. Dopo aver confrontato l’asset allocation e le procedure interne relative alle politiche finanziarie, Atlante 2 è stato valutato non adeguato ai criteri di prudenzialità e non in linea con i parametri d’investimento applicati dall’Ente”.

Un altro no è arrivato da dottori commercialisti e veterinari. Rifiuto anche da parte della Cassa Forense, l’istituto previdenziale degli avvocati, il cui presidente, Nunzio Luciano, ha affermato che “non esistono le condizioni per investire perché il profilo rischio-rendimento non è sostenibile”.

Nei prossimi giorni anche l’Enasarco - l’ente di assistenza per agenti e rappresentanti di commercio - dovrebbe comunicare il proprio parere negativo. Tiepida la posizione dei ragionieri, mentre i notai hanno dato il loro appoggio alla delibera Adepp.

Atlante 2: si sfila anche l’Enpam

E se l’Enpacl (consulenti del lavoro) e l’istituto di previdenza degli psicologi hanno deciso di rinviare ogni decisione a dopo l’estate, l’Enpam (medici e odontoiatri) ha invece comunicato la sua netta presa di distanza.

Il presidente dell’ente, Alberto Oliveti (che ricopre anche il ruolo di presidente Adepp), in un’intervista a Il Tempo, ha sottolineato come nel piano Atlante 2 manchino due elementi imprescindibili quali “la convenienza economica e la legittima aspettativa di un rendimento assicurato”.

Oliveti ha poi aggiunto che:

“Il governo non ha dato indicazioni ai ministeri vigilanti sullo status che la cassa avrebbe preso investendo. Insomma se avessero agito come soggetti pubblici o privati. Nel primo caso saremmo incorsi nella possibilità di far apparire il nostro intervento come un aiuto di Stato. Se classificati come privati dobbiamo avere un riconoscimento giuridico in tal senso”.

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