Mps sarà salvata con le pensioni: ecco chi investirà in Atlante 2

Mps: nasce Atlante 2, titolo volatile a Piazza Affari. Ecco chi investirà nel fondo salva-banche.

Mps all’insegna della volatilità a Piazza Affari. Il titolo del Monte dei Paschi di Siena - che ieri ha perso l’8,43% scendendo a 0,29 euro per azione (il minimo storico toccato lo scorso 7 luglio è 0,265 euro) - al momento procede a -0,25%, e si prepara al fatidico appuntamento del 29 luglio, giorno in cui saranno resi noti i risultati degli stress test BCE.

Per l’istituto senese - che venerdì svelerà anche il piano per il suo rilancio - la bocciatura è praticamente scontata.

Per sopravvivere Mps dovrà smaltire una mole di 27 miliardi di sofferenze lorde e affrontare un aumento di capitale stimato in 3-4 miliardi di euro.

La buona notizia per Montepaschi è rappresentata dalla costituzione di Atlante 2, controllato sempre dalla Quaestio sgr, la società di gestione presieduta da Alessandro Penati. Ma chi investirà nel nuovo fondo?

Mps: ecco chi investirà in Atlante 2

Il fondo salva-banche avrà una dotazione di 3-4 miliardi di euro: soldi che saranno impiegati solo per acquistare i crediti deteriorati delle banche italiane.

Nella capitalizzazione di Atlante 2, oltre a Cassa depositi e prestiti (500 milioni) e alle assicurazioni (Generali Unipol), prenderanno parte anche le casse previdenziali, come è stato annunciato ieri da una nota dell’Adepp, l’associazione che raggruppa i 19 enti privati di previdenza.

Il patrimonio dei membri dell’Adepp (tra cui Enpam, Ensarco e Cassa Forense) si aggira intorno ai 70 miliardi di euro e la partecipazione nel fondo Atlante - anche se al momento non si parla ancora di cifre ufficiali - potrebbe valere circa 500 milioni di euro, ai quali se ne aggiungerebbero altri 500 in un secondo momento.

L’ultima parola spetta al Mef e al ministero del Lavoro, che dovranno accontentare le richieste degli enti previdenziali, riducendo la tassazione sui rendimenti.

Chi ha investito in Atlante 1

La prima versione del fondo Atlante ha potuto contare su una dotazione iniziale di 4 miliardi e 250 milioni di euro. Di questi, 2,7 sono stati impiegati per salvare Veneto Banca e la Popolare di Vicenza.

Le partecipazioni più onerose sono state quelle di Intesa Sanpaolo e Unicredit (845 milioni a testa). Segue Cassa depositi e prestiti (500 mln). E poi:

  • Poste Vita: 260 mln
  • Ubi: 200 mln
  • Compagnia di S. Paolo: 100 mln
  • Fondazione Cariplo: 100 mln
  • Pop. Milano: 100 mln
  • Pop. Emilia Romagna: 100 mln
  • Unipol Sai: 100 mln
  • Credito Valtellinese: 60 mln
  • Fondazione Cr Torino: 50 mln
  • Banca Mediolanum: 50 mln
  • Mps: 50 mln
  • Popolare Sondrio: 50 mln
  • Banco Popolare: 50 mln
  • Allianz: 50 mln
  • Credit Ras Vita: 50 mln
  • Generali Beteiligungs: 50 mln

Altri sottoscrittori hanno infine contribuito complessivamente con 642 milioni.

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