Azioni GameStop di nuovo in rally, +104% in un giorno. Cosa succede?

Pierandrea Ferrari

25 Febbraio 2021 - 10:14

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Riprende a correre il titolo GameStop dopo lo short squeeze di gennaio. Le azioni targate GME hanno guadagnato il 104% in un giorno: cosa succede?

Azioni GameStop di nuovo in rally, +104% in un giorno. Cosa succede?

Torna a correre il titolo GameStop sul NYSE. Nella sessione di mercoledì le azioni dell’azienda statunitense hanno toccato quota 91,7 dollari, in rialzo del 104% rispetto alla valutazione del giorno prima, 46,7 dollari.

La fiammata improvvisa del titolo ha colto di sorpresa gli analisti, e si inserisce in un contesto complesso ancora all’esame delle autorità USA, tra rally irrefrenabili e rovinose cadute. Ora, l’interrogativo è d’obbligo: cosa ha favorito il rimbalzo delle azioni targate GME?

GameStop di nuovo in rally, +104% in un giorno

Riavvolgiamo il nastro: ad inizio gennaio le azioni GameStop venivano scambiate intorno ai 18 dollari, in linea con i fondamentali (deboli) della società statunitense, che nel mese di settembre aveva annunciato la chiusura di 200 punti vendita per frenare l’emorragia dei conti.

Poi, a partire dal 21 gennaio, il titolo ha iniziato a decollare. Due i picchi del trend rialzista: il 27 gennaio, con le azioni che venivano scambiate a 347 dollari, record storico per la società USA, e il 29 gennaio, con il titolo a quota 325 dollari. In mezzo, il tonfo del 28 gennaio: 193 dollari.

Dietro alla febbre del buy sulle azioni GME, come accertato in un secondo momento (ma le autorità USA continuano ad indagare), c’erano gli investitori retail di Reddit, che si erano coordinati sul sito di social news per piazzare le loro scommesse al rialzo sul titolo - tramite le piattaforme di trading, come Robinhood - e spingere fuori dal mercato i (tanti) short seller che vendevano allo scoperto le azioni GameStop.

Operazione riuscita, e così gli hedge fund e altri grandi investitori sono stati costretti a battere in ritirata, favorendo così quello short squeeze che ha contribuito a rafforzare il rally - già esorbitante - del titolo.

Calmate le acque, e accese le sirene delle autorità, le azioni GameStop hanno però iniziato a perdere quota i primi di febbraio, galleggiando di poco sopra quota 40 dollari, valutazione comunque doppia rispetto agli standard pre-rally. Ma l’improvvisa inversione di ieri, che ha riportato il titolo a poche spanne dalla soglia psicologica dei 100 dollari, ha spiazzato gli analisti: il grande show sembrava finito, ma non è così.

Difficile, ora, trovare il bandolo della matassa: la fiammata del titolo era del tutto inattesa, e - fatta eccezione per alcuni tweet rialzisti che hanno iniziato a circolare ieri, più o meno velati - nulla sembrava suggerire un rimbalzo delle azioni GME dopo il tonfo delle ultime settimane.

Le dimissioni del CFO di GameStop dietro il rally?

Una chiave di lettura, però, può essere trovata negli ultimi movimenti societari che hanno interessato GameStop: ieri, il CFO Jim Bell si è dimesso, e il passo indietro potrebbe aver rafforzato la fiducia degli investitori sulle prospettive della società e, di conseguenza, sulle performance future delle azioni GME sul NYSE.

GameStop, infatti, ha da poco accolto nel suo board tre membri di RC Ventures, con l’intento di rafforzare il processo di digitalizzazione della società, e le dimissioni annunciate ieri favoriscono ora un ribaltamento dei rapporti di forza ai vertici, scenario evidentemente auspicato dagli investitori.

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